Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Zambia

Occupazione vulnerabile in Zambia nel 2025 — 70,17%. È il 157º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 10,23 p.p..

2025 70,17% −0,34 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 157di 182
Massimo del periodo 83%2005
Minimo del periodo 69,68%2021

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Zambia, 1991–2025657075808519911995199920032007201120152019202320251991: 80,4%1992: 80,59%1993: 80,88%1994: 81,08%1995: 81,38%1996: 81,48%1997: 81,59%1998: 81,93%1999: 82,22%2000: 82,3%2001: 82,53%2002: 82,68%2003: 82,82%2004: 82,87%2005: 83%2006: 82,9%2007: 82,86%2008: 82,84%2009: 81,42%2010: 79,89%2011: 80,07%2012: 80,35%2013: 77,76%2014: 75,43%2015: 73,37%2016: 73,06%2017: 72,82%2018: 72,54%2019: 73,14%2020: 73,27%2021: 69,68%2022: 70,88%2023: 70,73%2024: 70,51%2025: 70,17%
Variazione nel periodo: −10,23 p.p. Media annua: -0,3 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Zambia

Zambia 70,17%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Zambia, per anno Zambia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 70,17 −0,34 p.p.
2024 70,51 −0,23 p.p.
2023 70,73 −0,15 p.p.
2022 70,88 +1,21 p.p.
2021 69,68 −3,59 p.p.
2020 73,27 +0,12 p.p.
2019 73,14 +0,6 p.p.
2018 72,54 −0,27 p.p.
2017 72,82 −0,24 p.p.
2016 73,06 −0,31 p.p.
2015 73,37 −2,06 p.p.
2014 75,43 −2,34 p.p.
2013 77,76 −2,59 p.p.
2012 80,35 +0,28 p.p.
2011 80,07 +0,18 p.p.
2010 79,89 −1,53 p.p.
2009 81,42 −1,42 p.p.
2008 82,84 −0,02 p.p.
2007 82,86 −0,03 p.p.
2006 82,9 −0,1 p.p.
2005 83 +0,13 p.p.
2004 82,87 +0,05 p.p.
2003 82,82 +0,13 p.p.
2002 82,68 +0,15 p.p.
2001 82,53 +0,23 p.p.
2000 82,3 +0,08 p.p.
1999 82,22 +0,29 p.p.
1998 81,93 +0,34 p.p.
1997 81,59 +0,11 p.p.
1996 81,48 +0,1 p.p.
1995 81,38 +0,29 p.p.
1994 81,08 +0,2 p.p.
1993 80,88 +0,29 p.p.
1992 80,59 +0,19 p.p.
1991 80,4

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.