Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Africa orientale

Occupazione vulnerabile in Africa orientale nel 2025 — 76,17%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,49 p.p..

2025 76,17% −0,21 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 80,23%1995
Minimo del periodo 76,17%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Africa orientale, 1991–20257678808219911995199920032007201120152019202320251991: 79,66%1992: 79,74%1993: 79,74%1994: 80,01%1995: 80,23%1996: 79,97%1997: 79,73%1998: 79,6%1999: 79,48%2000: 79,47%2001: 79,44%2002: 79,44%2003: 79,45%2004: 79,45%2005: 79,46%2006: 79,35%2007: 79,24%2008: 79,1%2009: 78,97%2010: 78,79%2011: 78,6%2012: 78,53%2013: 78,26%2014: 77,96%2015: 77,64%2016: 77,41%2017: 77,22%2018: 77,01%2019: 76,87%2020: 77,36%2021: 77,03%2022: 76,91%2023: 76,68%2024: 76,38%2025: 76,17%
Variazione nel periodo: −3,49 p.p. Media annua: -0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Africa orientale

Africa orientale 76,17%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Africa orientale, per anno Africa orientale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 76,17 −0,21 p.p.
2024 76,38 −0,3 p.p.
2023 76,68 −0,22 p.p.
2022 76,91 −0,13 p.p.
2021 77,03 −0,33 p.p.
2020 77,36 +0,49 p.p.
2019 76,87 −0,14 p.p.
2018 77,01 −0,21 p.p.
2017 77,22 −0,19 p.p.
2016 77,41 −0,23 p.p.
2015 77,64 −0,32 p.p.
2014 77,96 −0,3 p.p.
2013 78,26 −0,27 p.p.
2012 78,53 −0,08 p.p.
2011 78,6 −0,19 p.p.
2010 78,79 −0,18 p.p.
2009 78,97 −0,13 p.p.
2008 79,1 −0,13 p.p.
2007 79,24 −0,12 p.p.
2006 79,35 −0,11 p.p.
2005 79,46 +0,01 p.p.
2004 79,45 −0 p.p.
2003 79,45 +0,01 p.p.
2002 79,44 +0 p.p.
2001 79,44 −0,03 p.p.
2000 79,47 −0,01 p.p.
1999 79,48 −0,12 p.p.
1998 79,6 −0,14 p.p.
1997 79,73 −0,24 p.p.
1996 79,97 −0,25 p.p.
1995 80,23 +0,21 p.p.
1994 80,01 +0,27 p.p.
1993 79,74 −0 p.p.
1992 79,74 +0,09 p.p.
1991 79,66

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.