Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Etiopia

Occupazione vulnerabile in Etiopia nel 2025 — 84,15%. È il 179º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,98 p.p..

2025 84,15% −0,32 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 179di 182
Massimo del periodo 90,52%2005
Minimo del periodo 84,15%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Etiopia, 1991–2025848688909219911995199920032007201120152019202320251991: 89,13%1992: 89,44%1993: 89,54%1994: 89,61%1995: 89,6%1996: 89,47%1997: 89,35%1998: 89,35%1999: 89,34%2000: 89,57%2001: 89,72%2002: 89,91%2003: 90,2%2004: 90,35%2005: 90,52%2006: 90,26%2007: 89,95%2008: 89,58%2009: 89,22%2010: 88,83%2011: 88,44%2012: 88,07%2013: 87,73%2014: 87,26%2015: 86,81%2016: 86,36%2017: 85,95%2018: 85,57%2019: 85,22%2020: 85,74%2021: 85,34%2022: 85,06%2023: 84,78%2024: 84,47%2025: 84,15%
Variazione nel periodo: −4,98 p.p. Media annua: -0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Etiopia

Etiopia 84,15%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a basso reddito calcolato 75,71%
Occupazione vulnerabile — Etiopia, per anno Etiopia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 84,15 −0,32 p.p.
2024 84,47 −0,31 p.p.
2023 84,78 −0,28 p.p.
2022 85,06 −0,28 p.p.
2021 85,34 −0,4 p.p.
2020 85,74 +0,52 p.p.
2019 85,22 −0,35 p.p.
2018 85,57 −0,38 p.p.
2017 85,95 −0,41 p.p.
2016 86,36 −0,45 p.p.
2015 86,81 −0,46 p.p.
2014 87,26 −0,46 p.p.
2013 87,73 −0,34 p.p.
2012 88,07 −0,37 p.p.
2011 88,44 −0,39 p.p.
2010 88,83 −0,39 p.p.
2009 89,22 −0,36 p.p.
2008 89,58 −0,36 p.p.
2007 89,95 −0,32 p.p.
2006 90,26 −0,26 p.p.
2005 90,52 +0,17 p.p.
2004 90,35 +0,15 p.p.
2003 90,2 +0,3 p.p.
2002 89,91 +0,19 p.p.
2001 89,72 +0,15 p.p.
2000 89,57 +0,23 p.p.
1999 89,34 −0,01 p.p.
1998 89,35 +0 p.p.
1997 89,35 −0,12 p.p.
1996 89,47 −0,13 p.p.
1995 89,6 −0,01 p.p.
1994 89,61 +0,06 p.p.
1993 89,54 +0,1 p.p.
1992 89,44 +0,32 p.p.
1991 89,13

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.