Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Ruanda

Occupazione vulnerabile in Ruanda nel 2025 — 39,36%. È il 119º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 8,53 p.p..

2025 39,36% −0,48 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 119di 182
Massimo del periodo 48,08%1995
Minimo del periodo 37,08%2021

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Ruanda, 1991–20253540455019911995199920032007201120152019202320251991: 47,88%1992: 47,88%1993: 47,95%1994: 47,82%1995: 48,08%1996: 47,98%1997: 47,96%1998: 47,84%1999: 47,7%2000: 47,44%2001: 47,05%2002: 46,55%2003: 46,22%2004: 45,88%2005: 45,54%2006: 45,21%2007: 44,94%2008: 44,6%2009: 44,33%2010: 44,05%2011: 43,75%2012: 43,47%2013: 43,24%2014: 43,03%2015: 42,8%2016: 42,58%2017: 42,15%2018: 42,14%2019: 41,88%2020: 42,49%2021: 37,08%2022: 37,98%2023: 40,17%2024: 39,84%2025: 39,36%
Variazione nel periodo: −8,53 p.p. Media annua: -0,25 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Ruanda

Ruanda 39,36%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a basso reddito calcolato 75,71%
Occupazione vulnerabile — Ruanda, per anno Ruanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 39,36 −0,48 p.p.
2024 39,84 −0,33 p.p.
2023 40,17 +2,19 p.p.
2022 37,98 +0,91 p.p.
2021 37,08 −5,42 p.p.
2020 42,49 +0,62 p.p.
2019 41,88 −0,26 p.p.
2018 42,14 −0,01 p.p.
2017 42,15 −0,43 p.p.
2016 42,58 −0,22 p.p.
2015 42,8 −0,23 p.p.
2014 43,03 −0,21 p.p.
2013 43,24 −0,23 p.p.
2012 43,47 −0,28 p.p.
2011 43,75 −0,3 p.p.
2010 44,05 −0,28 p.p.
2009 44,33 −0,27 p.p.
2008 44,6 −0,34 p.p.
2007 44,94 −0,28 p.p.
2006 45,21 −0,33 p.p.
2005 45,54 −0,34 p.p.
2004 45,88 −0,34 p.p.
2003 46,22 −0,33 p.p.
2002 46,55 −0,5 p.p.
2001 47,05 −0,39 p.p.
2000 47,44 −0,25 p.p.
1999 47,7 −0,14 p.p.
1998 47,84 −0,12 p.p.
1997 47,96 −0,02 p.p.
1996 47,98 −0,1 p.p.
1995 48,08 +0,26 p.p.
1994 47,82 −0,12 p.p.
1993 47,95 +0,06 p.p.
1992 47,88 +0 p.p.
1991 47,88

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.