Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Eritrea

Occupazione vulnerabile in Eritrea nel 2025 — 47,89%. È il 128º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,61 p.p..

2025 47,89% −0,2 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 128di 182
Massimo del periodo 51,5%1991
Minimo del periodo 47,89%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Eritrea, 1991–202547484950515219911995199920032007201120152019202320251991: 51,5%1992: 51,47%1993: 51,27%1994: 50,86%1995: 50,54%1996: 50,21%1997: 49,8%1998: 49,59%1999: 49,41%2000: 49,39%2001: 49,24%2002: 49,11%2003: 49,16%2004: 49,18%2005: 49,11%2006: 49,14%2007: 49,09%2008: 49,14%2009: 49,3%2010: 49,29%2011: 49,2%2012: 49,09%2013: 49,15%2014: 48,8%2015: 48,81%2016: 48,71%2017: 48,77%2018: 48,65%2019: 48,49%2020: 49,14%2021: 48,65%2022: 48,48%2023: 48,29%2024: 48,1%2025: 47,89%
Variazione nel periodo: −3,61 p.p. Media annua: -0,11 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Eritrea

Eritrea 47,89%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a basso reddito calcolato 75,71%
Occupazione vulnerabile — Eritrea, per anno Eritrea Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 47,89 −0,2 p.p.
2024 48,1 −0,19 p.p.
2023 48,29 −0,19 p.p.
2022 48,48 −0,17 p.p.
2021 48,65 −0,48 p.p.
2020 49,14 +0,65 p.p.
2019 48,49 −0,16 p.p.
2018 48,65 −0,12 p.p.
2017 48,77 +0,06 p.p.
2016 48,71 −0,1 p.p.
2015 48,81 +0,01 p.p.
2014 48,8 −0,35 p.p.
2013 49,15 +0,05 p.p.
2012 49,09 −0,1 p.p.
2011 49,2 −0,09 p.p.
2010 49,29 −0,01 p.p.
2009 49,3 +0,16 p.p.
2008 49,14 +0,06 p.p.
2007 49,09 −0,05 p.p.
2006 49,14 +0,02 p.p.
2005 49,11 −0,07 p.p.
2004 49,18 +0,03 p.p.
2003 49,16 +0,04 p.p.
2002 49,11 −0,12 p.p.
2001 49,24 −0,15 p.p.
2000 49,39 −0,03 p.p.
1999 49,41 −0,18 p.p.
1998 49,59 −0,21 p.p.
1997 49,8 −0,41 p.p.
1996 50,21 −0,33 p.p.
1995 50,54 −0,32 p.p.
1994 50,86 −0,4 p.p.
1993 51,27 −0,2 p.p.
1992 51,47 −0,04 p.p.
1991 51,5

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.