Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Gibuti

Occupazione vulnerabile a Gibuti nel 2025 — 30,29%. È il 96º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,69 p.p..

2025 30,29% −0,07 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 96di 182
Massimo del periodo 34,77%2001
Minimo del periodo 30,29%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Gibuti, 1991–20253032343619911995199920032007201120152019202320251991: 32,98%1992: 33,18%1993: 33,29%1994: 33,57%1995: 33,67%1996: 33,91%1997: 34,14%1998: 34,39%1999: 34,57%2000: 34,69%2001: 34,77%2002: 34,77%2003: 34,7%2004: 34,6%2005: 34,43%2006: 34,27%2007: 33,96%2008: 33,59%2009: 33,47%2010: 33,28%2011: 33,05%2012: 32,86%2013: 32,55%2014: 32,27%2015: 31,94%2016: 31,58%2017: 31,16%2018: 30,75%2019: 30,34%2020: 31,27%2021: 30,9%2022: 30,66%2023: 30,43%2024: 30,36%2025: 30,29%
Variazione nel periodo: −2,69 p.p. Media annua: -0,08 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Gibuti

Gibuti 30,29%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Gibuti, per anno Gibuti Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 30,29 −0,07 p.p.
2024 30,36 −0,07 p.p.
2023 30,43 −0,23 p.p.
2022 30,66 −0,24 p.p.
2021 30,9 −0,37 p.p.
2020 31,27 +0,93 p.p.
2019 30,34 −0,41 p.p.
2018 30,75 −0,41 p.p.
2017 31,16 −0,43 p.p.
2016 31,58 −0,36 p.p.
2015 31,94 −0,33 p.p.
2014 32,27 −0,28 p.p.
2013 32,55 −0,31 p.p.
2012 32,86 −0,19 p.p.
2011 33,05 −0,23 p.p.
2010 33,28 −0,19 p.p.
2009 33,47 −0,12 p.p.
2008 33,59 −0,37 p.p.
2007 33,96 −0,31 p.p.
2006 34,27 −0,16 p.p.
2005 34,43 −0,17 p.p.
2004 34,6 −0,1 p.p.
2003 34,7 −0,07 p.p.
2002 34,77 −0,01 p.p.
2001 34,77 +0,08 p.p.
2000 34,69 +0,12 p.p.
1999 34,57 +0,18 p.p.
1998 34,39 +0,25 p.p.
1997 34,14 +0,23 p.p.
1996 33,91 +0,24 p.p.
1995 33,67 +0,1 p.p.
1994 33,57 +0,28 p.p.
1993 33,29 +0,11 p.p.
1992 33,18 +0,19 p.p.
1991 32,98

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.