Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Comore

Occupazione vulnerabile alle Comore nel 2025 — 56,84%. È il 138º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 10,25 p.p..

2025 56,84% −0,12 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 138di 182
Massimo del periodo 67,25%1996
Minimo del periodo 56,84%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Comore, 1991–20255560657019911995199920032007201120152019202320251991: 67,1%1992: 67,09%1993: 67,07%1994: 67,17%1995: 67,2%1996: 67,25%1997: 67,24%1998: 67,23%1999: 67,19%2000: 67,06%2001: 66,82%2002: 66,54%2003: 66,26%2004: 65,96%2005: 65,12%2006: 64,27%2007: 63,43%2008: 62,61%2009: 61,82%2010: 60,97%2011: 60,12%2012: 59,28%2013: 58,43%2014: 57,61%2015: 57,59%2016: 57,54%2017: 57,48%2018: 57,39%2019: 57,32%2020: 57,68%2021: 57,17%2022: 57,12%2023: 57,04%2024: 56,96%2025: 56,84%
Variazione nel periodo: −10,25 p.p. Media annua: -0,3 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Comore

Comore 56,84%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Comore, per anno Comore Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 56,84 −0,12 p.p.
2024 56,96 −0,08 p.p.
2023 57,04 −0,08 p.p.
2022 57,12 −0,06 p.p.
2021 57,17 −0,51 p.p.
2020 57,68 +0,37 p.p.
2019 57,32 −0,08 p.p.
2018 57,39 −0,09 p.p.
2017 57,48 −0,06 p.p.
2016 57,54 −0,04 p.p.
2015 57,59 −0,02 p.p.
2014 57,61 −0,82 p.p.
2013 58,43 −0,86 p.p.
2012 59,28 −0,83 p.p.
2011 60,12 −0,85 p.p.
2010 60,97 −0,85 p.p.
2009 61,82 −0,8 p.p.
2008 62,61 −0,82 p.p.
2007 63,43 −0,84 p.p.
2006 64,27 −0,85 p.p.
2005 65,12 −0,84 p.p.
2004 65,96 −0,3 p.p.
2003 66,26 −0,28 p.p.
2002 66,54 −0,28 p.p.
2001 66,82 −0,24 p.p.
2000 67,06 −0,13 p.p.
1999 67,19 −0,03 p.p.
1998 67,23 −0,02 p.p.
1997 67,24 −0 p.p.
1996 67,25 +0,05 p.p.
1995 67,2 +0,02 p.p.
1994 67,17 +0,1 p.p.
1993 67,07 −0,02 p.p.
1992 67,09 −0,01 p.p.
1991 67,1

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.