Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Kenya

Occupazione vulnerabile in Kenya nel 2025 — 63,83%. È il 149º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 3,94 p.p..

2025 63,83% −0,14 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 149di 182
Massimo del periodo 64,88%2021
Minimo del periodo 59,32%1999

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Kenya, 1991–2025586062646619911995199920032007201120152019202320251991: 59,89%1992: 59,75%1993: 59,78%1994: 59,75%1995: 59,81%1996: 59,65%1997: 59,59%1998: 59,46%1999: 59,32%2000: 59,43%2001: 59,65%2002: 59,85%2003: 60,07%2004: 60,15%2005: 60,2%2006: 60,27%2007: 60,23%2008: 60,32%2009: 60,41%2010: 60,41%2011: 60,37%2012: 60,39%2013: 60,4%2014: 60,41%2015: 60,41%2016: 60,44%2017: 60,45%2018: 60,42%2019: 60,44%2020: 63,06%2021: 64,88%2022: 64,56%2023: 64,27%2024: 63,97%2025: 63,83%
Variazione nel periodo: +3,94 p.p. Media annua: 0,12 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Kenya

Kenya 63,83%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Kenya, per anno Kenya Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 63,83 −0,14 p.p.
2024 63,97 −0,3 p.p.
2023 64,27 −0,3 p.p.
2022 64,56 −0,32 p.p.
2021 64,88 +1,82 p.p.
2020 63,06 +2,63 p.p.
2019 60,44 +0,02 p.p.
2018 60,42 −0,03 p.p.
2017 60,45 +0,01 p.p.
2016 60,44 +0,03 p.p.
2015 60,41 +0 p.p.
2014 60,41 +0,01 p.p.
2013 60,4 +0,01 p.p.
2012 60,39 +0,02 p.p.
2011 60,37 −0,04 p.p.
2010 60,41 +0 p.p.
2009 60,41 +0,1 p.p.
2008 60,32 +0,08 p.p.
2007 60,23 −0,04 p.p.
2006 60,27 +0,08 p.p.
2005 60,2 +0,05 p.p.
2004 60,15 +0,08 p.p.
2003 60,07 +0,22 p.p.
2002 59,85 +0,21 p.p.
2001 59,65 +0,22 p.p.
2000 59,43 +0,11 p.p.
1999 59,32 −0,15 p.p.
1998 59,46 −0,12 p.p.
1997 59,59 −0,06 p.p.
1996 59,65 −0,16 p.p.
1995 59,81 +0,06 p.p.
1994 59,75 −0,04 p.p.
1993 59,78 +0,04 p.p.
1992 59,75 −0,14 p.p.
1991 59,89

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.