Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Burundi

Occupazione vulnerabile in Burundi nel 2025 — 83,66%. È il 176º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,01 p.p..

2025 83,66% −0,06 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 176di 182
Massimo del periodo 87,18%2004
Minimo del periodo 83,66%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Burundi, 1991–202583848586878819911995199920032007201120152019202320251991: 85,67%1992: 85,65%1993: 85,69%1994: 85,77%1995: 86,06%1996: 86,42%1997: 86,69%1998: 86,82%1999: 86,95%2000: 87,05%2001: 87,16%2002: 87,15%2003: 87,17%2004: 87,18%2005: 87,16%2006: 87,15%2007: 87,1%2008: 87,08%2009: 87,02%2010: 87%2011: 86,94%2012: 86,83%2013: 86,7%2014: 86,55%2015: 86,18%2016: 85,8%2017: 85,44%2018: 85,09%2019: 84,74%2020: 84,33%2021: 83,78%2022: 83,78%2023: 83,79%2024: 83,73%2025: 83,66%
Variazione nel periodo: −2,01 p.p. Media annua: -0,06 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Burundi

Burundi 83,66%
Mondo 42,38%
Africa orientale calcolato 76,17%
Paesi a basso reddito calcolato 75,71%
Occupazione vulnerabile — Burundi, per anno Burundi Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 83,66 −0,06 p.p.
2024 83,73 −0,06 p.p.
2023 83,79 +0 p.p.
2022 83,78 −0 p.p.
2021 83,78 −0,55 p.p.
2020 84,33 −0,41 p.p.
2019 84,74 −0,35 p.p.
2018 85,09 −0,36 p.p.
2017 85,44 −0,36 p.p.
2016 85,8 −0,38 p.p.
2015 86,18 −0,38 p.p.
2014 86,55 −0,14 p.p.
2013 86,7 −0,13 p.p.
2012 86,83 −0,11 p.p.
2011 86,94 −0,06 p.p.
2010 87 −0,02 p.p.
2009 87,02 −0,06 p.p.
2008 87,08 −0,02 p.p.
2007 87,1 −0,05 p.p.
2006 87,15 −0,01 p.p.
2005 87,16 −0,02 p.p.
2004 87,18 +0 p.p.
2003 87,17 +0,02 p.p.
2002 87,15 −0 p.p.
2001 87,16 +0,1 p.p.
2000 87,05 +0,11 p.p.
1999 86,95 +0,12 p.p.
1998 86,82 +0,14 p.p.
1997 86,69 +0,27 p.p.
1996 86,42 +0,36 p.p.
1995 86,06 +0,29 p.p.
1994 85,77 +0,09 p.p.
1993 85,69 +0,04 p.p.
1992 85,65 −0,02 p.p.
1991 85,67

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.