Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Africa subsahariana

Occupazione vulnerabile in Africa subsahariana nel 2025 — 71%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,31 p.p..

2025 71% −0,17 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 74,59%1995
Minimo del periodo 70,8%2019

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Africa subsahariana, 1991–202570717273747519911995199920032007201120152019202320251991: 74,31%1992: 74,35%1993: 74,37%1994: 74,51%1995: 74,59%1996: 74,44%1997: 74,31%1998: 74,25%1999: 74,13%2000: 74,04%2001: 74,03%2002: 73,94%2003: 73,81%2004: 73,65%2005: 73,57%2006: 73,39%2007: 73,16%2008: 72,95%2009: 72,89%2010: 72,77%2011: 72,57%2012: 72,36%2013: 72,09%2014: 71,75%2015: 71,49%2016: 71,38%2017: 71,2%2018: 70,94%2019: 70,8%2020: 71,73%2021: 71,31%2022: 71,01%2023: 71,4%2024: 71,18%2025: 71%
Variazione nel periodo: −3,31 p.p. Media annua: -0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Africa subsahariana

Africa subsahariana 71%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Africa subsahariana, per anno Africa subsahariana Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 71 −0,17 p.p.
2024 71,18 −0,23 p.p.
2023 71,4 +0,39 p.p.
2022 71,01 −0,29 p.p.
2021 71,31 −0,43 p.p.
2020 71,73 +0,94 p.p.
2019 70,8 −0,15 p.p.
2018 70,94 −0,26 p.p.
2017 71,2 −0,18 p.p.
2016 71,38 −0,11 p.p.
2015 71,49 −0,26 p.p.
2014 71,75 −0,35 p.p.
2013 72,09 −0,27 p.p.
2012 72,36 −0,21 p.p.
2011 72,57 −0,2 p.p.
2010 72,77 −0,12 p.p.
2009 72,89 −0,06 p.p.
2008 72,95 −0,21 p.p.
2007 73,16 −0,23 p.p.
2006 73,39 −0,18 p.p.
2005 73,57 −0,08 p.p.
2004 73,65 −0,16 p.p.
2003 73,81 −0,13 p.p.
2002 73,94 −0,09 p.p.
2001 74,03 −0,01 p.p.
2000 74,04 −0,09 p.p.
1999 74,13 −0,11 p.p.
1998 74,25 −0,06 p.p.
1997 74,31 −0,14 p.p.
1996 74,44 −0,14 p.p.
1995 74,59 +0,08 p.p.
1994 74,51 +0,14 p.p.
1993 74,37 +0,02 p.p.
1992 74,35 +0,03 p.p.
1991 74,31

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.