Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Palestina

Occupazione vulnerabile in Palestina nel 2022 — 18,38%. È il 63º posto al mondo su 186. Dal 1991 l'indicatore è calato del 11,84 p.p..

2022 18,38% −3,27 p.p. vs 2021
Posizione nel mondo 63di 186
Massimo del periodo 39,96%2003
Minimo del periodo 18,38%2022

Andamento per anno

1991–2022 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Palestina, 1991–2022102030401991199519992003200720112015201920221991: 30,22%1992: 30,35%1993: 30,53%1994: 30,43%1995: 30,82%1996: 31,26%1997: 31,27%1998: 30,64%1999: 29,78%2000: 29,82%2001: 33,99%2002: 37,66%2003: 39,96%2004: 38,19%2005: 36,8%2006: 36,87%2007: 36,65%2008: 31,04%2009: 27,21%2010: 26,03%2011: 27,02%2012: 26,74%2013: 25,68%2014: 25,92%2015: 25,03%2016: 24,07%2017: 23,05%2018: 23,18%2019: 22,04%2020: 21,85%2021: 21,65%2022: 18,38%
Variazione nel periodo: −11,84 p.p. Media annua: -0,38 p.p.

Confronto, 2022

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Palestina

Palestina 18,38%
Mondo 42,84%
Asia occidentale calcolato 21,32%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 63,89%
Occupazione vulnerabile — Palestina, per anno Palestina Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2022 18,38 −3,27 p.p.
2021 21,65 −0,19 p.p.
2020 21,85 −0,19 p.p.
2019 22,04 −1,15 p.p.
2018 23,18 +0,13 p.p.
2017 23,05 −1,02 p.p.
2016 24,07 −0,97 p.p.
2015 25,03 −0,89 p.p.
2014 25,92 +0,25 p.p.
2013 25,68 −1,06 p.p.
2012 26,74 −0,28 p.p.
2011 27,02 +0,99 p.p.
2010 26,03 −1,18 p.p.
2009 27,21 −3,83 p.p.
2008 31,04 −5,61 p.p.
2007 36,65 −0,22 p.p.
2006 36,87 +0,07 p.p.
2005 36,8 −1,39 p.p.
2004 38,19 −1,77 p.p.
2003 39,96 +2,3 p.p.
2002 37,66 +3,67 p.p.
2001 33,99 +4,17 p.p.
2000 29,82 +0,04 p.p.
1999 29,78 −0,86 p.p.
1998 30,64 −0,64 p.p.
1997 31,27 +0,01 p.p.
1996 31,26 +0,44 p.p.
1995 30,82 +0,39 p.p.
1994 30,43 −0,1 p.p.
1993 30,53 +0,19 p.p.
1992 30,35 +0,13 p.p.
1991 30,22

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.