Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Turchia

Occupazione vulnerabile in Turchia nel 2025 — 23,91%. È il 79º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 23,42 p.p..

2025 23,91% −0,31 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 79di 182
Massimo del periodo 47,33%1991
Minimo del periodo 23,91%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Turchia, 1991–20252030405019911995199920032007201120152019202320251991: 47,33%1992: 47,13%1993: 46,88%1994: 46,75%1995: 46,55%1996: 46,29%1997: 46,11%1998: 45,75%1999: 45,44%2000: 44,95%2001: 46,21%2002: 43,37%2003: 43,07%2004: 39,11%2005: 36,6%2006: 34,07%2007: 32,45%2008: 31,76%2009: 32,95%2010: 32,43%2011: 31,78%2012: 30,73%2013: 29,94%2014: 29,59%2015: 28,81%2016: 28,07%2017: 28,37%2018: 27,73%2019: 27,25%2020: 25,87%2021: 25,52%2022: 24,82%2023: 23,94%2024: 24,21%2025: 23,91%
Variazione nel periodo: −23,42 p.p. Media annua: -0,69 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Turchia

Turchia 23,91%
Mondo 42,38%
Asia occidentale calcolato 20,54%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Turchia, per anno Turchia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 23,91 −0,31 p.p.
2024 24,21 +0,27 p.p.
2023 23,94 −0,88 p.p.
2022 24,82 −0,7 p.p.
2021 25,52 −0,35 p.p.
2020 25,87 −1,37 p.p.
2019 27,25 −0,48 p.p.
2018 27,73 −0,64 p.p.
2017 28,37 +0,3 p.p.
2016 28,07 −0,74 p.p.
2015 28,81 −0,78 p.p.
2014 29,59 −0,35 p.p.
2013 29,94 −0,79 p.p.
2012 30,73 −1,05 p.p.
2011 31,78 −0,66 p.p.
2010 32,43 −0,51 p.p.
2009 32,95 +1,19 p.p.
2008 31,76 −0,69 p.p.
2007 32,45 −1,62 p.p.
2006 34,07 −2,53 p.p.
2005 36,6 −2,51 p.p.
2004 39,11 −3,96 p.p.
2003 43,07 −0,3 p.p.
2002 43,37 −2,84 p.p.
2001 46,21 +1,25 p.p.
2000 44,95 −0,48 p.p.
1999 45,44 −0,31 p.p.
1998 45,75 −0,36 p.p.
1997 46,11 −0,18 p.p.
1996 46,29 −0,26 p.p.
1995 46,55 −0,2 p.p.
1994 46,75 −0,13 p.p.
1993 46,88 −0,25 p.p.
1992 47,13 −0,2 p.p.
1991 47,33

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.