Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Iraq

Occupazione vulnerabile in Iraq nel 2025 — 27,14%. È il 88º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 8,21 p.p..

2025 27,14% +0,07 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 88di 182
Massimo del periodo 35,5%1996
Minimo del periodo 26,57%2018

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Iraq, 1991–20252527,53032,53537,519911995199920032007201120152019202320251991: 35,35%1992: 35,32%1993: 35,32%1994: 35,37%1995: 35,46%1996: 35,5%1997: 35,39%1998: 34,92%1999: 34,44%2000: 33,94%2001: 33,56%2002: 33,48%2003: 33,55%2004: 33,69%2005: 33,79%2006: 33,79%2007: 33,72%2008: 32,8%2009: 31,87%2010: 30,91%2011: 29,92%2012: 28,87%2013: 27,83%2014: 28,55%2015: 28,2%2016: 27,46%2017: 26,62%2018: 26,57%2019: 27,13%2020: 27,18%2021: 26,98%2022: 27,02%2023: 27,07%2024: 27,07%2025: 27,14%
Variazione nel periodo: −8,21 p.p. Media annua: -0,24 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Iraq

Iraq 27,14%
Mondo 42,38%
Asia occidentale calcolato 20,54%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Iraq, per anno Iraq Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 27,14 +0,07 p.p.
2024 27,07 −0 p.p.
2023 27,07 +0,05 p.p.
2022 27,02 +0,03 p.p.
2021 26,98 −0,2 p.p.
2020 27,18 +0,06 p.p.
2019 27,13 +0,56 p.p.
2018 26,57 −0,06 p.p.
2017 26,62 −0,84 p.p.
2016 27,46 −0,73 p.p.
2015 28,2 −0,36 p.p.
2014 28,55 +0,73 p.p.
2013 27,83 −1,04 p.p.
2012 28,87 −1,06 p.p.
2011 29,92 −0,99 p.p.
2010 30,91 −0,96 p.p.
2009 31,87 −0,93 p.p.
2008 32,8 −0,92 p.p.
2007 33,72 −0,07 p.p.
2006 33,79 +0 p.p.
2005 33,79 +0,1 p.p.
2004 33,69 +0,14 p.p.
2003 33,55 +0,06 p.p.
2002 33,48 −0,08 p.p.
2001 33,56 −0,38 p.p.
2000 33,94 −0,49 p.p.
1999 34,44 −0,49 p.p.
1998 34,92 −0,47 p.p.
1997 35,39 −0,11 p.p.
1996 35,5 +0,04 p.p.
1995 35,46 +0,09 p.p.
1994 35,37 +0,04 p.p.
1993 35,32 +0 p.p.
1992 35,32 −0,03 p.p.
1991 35,35

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.