Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Oman

Occupazione vulnerabile in Oman nel 2025 — 3,81%. È il 8º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 8,57 p.p..

2025 3,81% +0,01 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 8di 182
Massimo del periodo 12,38%1991
Minimo del periodo 3,07%2011

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Oman, 1991–202505101519911995199920032007201120152019202320251991: 12,38%1992: 12,24%1993: 12,15%1994: 11,95%1995: 11,72%1996: 11,49%1997: 11,23%1998: 11,17%1999: 10,87%2000: 10,64%2001: 9,92%2002: 9,2%2003: 8,53%2004: 7,82%2005: 6,96%2006: 6,23%2007: 5,55%2008: 4,62%2009: 3,96%2010: 3,16%2011: 3,07%2012: 3,12%2013: 3,25%2014: 3,39%2015: 3,63%2016: 3,75%2017: 3,75%2018: 3,66%2019: 3,73%2020: 4,1%2021: 3,99%2022: 3,75%2023: 3,8%2024: 3,8%2025: 3,81%
Variazione nel periodo: −8,57 p.p. Media annua: -0,25 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Oman

Oman 3,81%
Mondo 42,38%
Asia occidentale calcolato 20,54%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Oman, per anno Oman Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 3,81 +0,01 p.p.
2024 3,8 +0 p.p.
2023 3,8 +0,05 p.p.
2022 3,75 −0,24 p.p.
2021 3,99 −0,11 p.p.
2020 4,1 +0,37 p.p.
2019 3,73 +0,07 p.p.
2018 3,66 −0,09 p.p.
2017 3,75 +0 p.p.
2016 3,75 +0,12 p.p.
2015 3,63 +0,24 p.p.
2014 3,39 +0,14 p.p.
2013 3,25 +0,13 p.p.
2012 3,12 +0,05 p.p.
2011 3,07 −0,09 p.p.
2010 3,16 −0,8 p.p.
2009 3,96 −0,66 p.p.
2008 4,62 −0,93 p.p.
2007 5,55 −0,68 p.p.
2006 6,23 −0,73 p.p.
2005 6,96 −0,86 p.p.
2004 7,82 −0,71 p.p.
2003 8,53 −0,67 p.p.
2002 9,2 −0,72 p.p.
2001 9,92 −0,71 p.p.
2000 10,64 −0,23 p.p.
1999 10,87 −0,31 p.p.
1998 11,17 −0,06 p.p.
1997 11,23 −0,25 p.p.
1996 11,49 −0,23 p.p.
1995 11,72 −0,23 p.p.
1994 11,95 −0,2 p.p.
1993 12,15 −0,1 p.p.
1992 12,24 −0,13 p.p.
1991 12,38

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.