Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Georgia

Occupazione vulnerabile in Georgia nel 2025 — 42,41%. È il 122º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 6,17 p.p..

2025 42,41% −0,51 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 122di 182
Massimo del periodo 64,8%2004
Minimo del periodo 42,41%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Georgia, 1991–20254050607019911995199920032007201120152019202320251991: 48,58%1992: 49,61%1993: 50,81%1994: 52,02%1995: 53%1996: 53,74%1997: 54,11%1998: 53,97%1999: 55,21%2000: 59,94%2001: 62,37%2002: 62,45%2003: 64,34%2004: 64,8%2005: 64,05%2006: 64,27%2007: 61,78%2008: 59,5%2009: 59,18%2010: 57,63%2011: 56,92%2012: 55,23%2013: 56,34%2014: 54,97%2015: 52,52%2016: 51,98%2017: 49,82%2018: 47,36%2019: 47,91%2020: 47,76%2021: 47,75%2022: 47,23%2023: 43,56%2024: 42,92%2025: 42,41%
Variazione nel periodo: −6,17 p.p. Media annua: -0,18 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Georgia

Georgia 42,41%
Mondo 42,38%
Asia occidentale calcolato 20,54%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Georgia, per anno Georgia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 42,41 −0,51 p.p.
2024 42,92 −0,65 p.p.
2023 43,56 −3,66 p.p.
2022 47,23 −0,52 p.p.
2021 47,75 −0,01 p.p.
2020 47,76 −0,15 p.p.
2019 47,91 +0,55 p.p.
2018 47,36 −2,45 p.p.
2017 49,82 −2,16 p.p.
2016 51,98 −0,55 p.p.
2015 52,52 −2,45 p.p.
2014 54,97 −1,36 p.p.
2013 56,34 +1,11 p.p.
2012 55,23 −1,69 p.p.
2011 56,92 −0,71 p.p.
2010 57,63 −1,55 p.p.
2009 59,18 −0,31 p.p.
2008 59,5 −2,28 p.p.
2007 61,78 −2,49 p.p.
2006 64,27 +0,22 p.p.
2005 64,05 −0,75 p.p.
2004 64,8 +0,46 p.p.
2003 64,34 +1,89 p.p.
2002 62,45 +0,08 p.p.
2001 62,37 +2,43 p.p.
2000 59,94 +4,73 p.p.
1999 55,21 +1,24 p.p.
1998 53,97 −0,13 p.p.
1997 54,11 +0,36 p.p.
1996 53,74 +0,74 p.p.
1995 53 +0,99 p.p.
1994 52,02 +1,2 p.p.
1993 50,81 +1,21 p.p.
1992 49,61 +1,03 p.p.
1991 48,58

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.