Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Cipro

Occupazione vulnerabile a Cipro nel 2025 — 8,38%. È il 28º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 12,09 p.p..

2025 8,38% +0,31 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 28di 182
Massimo del periodo 20,47%1991
Minimo del periodo 8,07%2024

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Cipro, 1991–202551015202519911995199920032007201120152019202320251991: 20,47%1992: 19,9%1993: 19,53%1994: 19,23%1995: 18,92%1996: 18,82%1997: 18,76%1998: 18,61%1999: 18,54%2000: 18,1%2001: 17,16%2002: 17,38%2003: 17,95%2004: 16,66%2005: 15,83%2006: 15,15%2007: 14,25%2008: 14,4%2009: 14,63%2010: 13,83%2011: 13,42%2012: 12,5%2013: 13,52%2014: 14,18%2015: 12,61%2016: 12,48%2017: 11,09%2018: 11,11%2019: 11,71%2020: 11,98%2021: 9,9%2022: 9,17%2023: 8,89%2024: 8,07%2025: 8,38%
Variazione nel periodo: −12,09 p.p. Media annua: -0,36 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Cipro

Cipro 8,38%
Mondo 42,38%
Asia occidentale calcolato 20,54%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Cipro, per anno Cipro Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,38 +0,31 p.p.
2024 8,07 −0,82 p.p.
2023 8,89 −0,28 p.p.
2022 9,17 −0,73 p.p.
2021 9,9 −2,08 p.p.
2020 11,98 +0,27 p.p.
2019 11,71 +0,6 p.p.
2018 11,11 +0,01 p.p.
2017 11,09 −1,38 p.p.
2016 12,48 −0,14 p.p.
2015 12,61 −1,57 p.p.
2014 14,18 +0,66 p.p.
2013 13,52 +1,02 p.p.
2012 12,5 −0,92 p.p.
2011 13,42 −0,41 p.p.
2010 13,83 −0,8 p.p.
2009 14,63 +0,23 p.p.
2008 14,4 +0,15 p.p.
2007 14,25 −0,9 p.p.
2006 15,15 −0,68 p.p.
2005 15,83 −0,83 p.p.
2004 16,66 −1,3 p.p.
2003 17,95 +0,57 p.p.
2002 17,38 +0,22 p.p.
2001 17,16 −0,93 p.p.
2000 18,1 −0,44 p.p.
1999 18,54 −0,07 p.p.
1998 18,61 −0,15 p.p.
1997 18,76 −0,06 p.p.
1996 18,82 −0,11 p.p.
1995 18,92 −0,3 p.p.
1994 19,23 −0,3 p.p.
1993 19,53 −0,37 p.p.
1992 19,9 −0,57 p.p.
1991 20,47

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.