Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Europa e Asia centrale

Occupazione vulnerabile in Europa e in Asia centrale nel 2025 — 12,87%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,8 p.p..

2025 12,87% −0,09 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 17,89%1997
Minimo del periodo 12,87%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Europa e Asia centrale, 1991–20251214161819911995199920032007201120152019202320251991: 16,67%1992: 17,01%1993: 17,21%1994: 17,62%1995: 17,77%1996: 17,77%1997: 17,89%1998: 17,82%1999: 17,53%2000: 17,24%2001: 17,21%2002: 16,68%2003: 16,61%2004: 16,15%2005: 15,82%2006: 15,52%2007: 15,16%2008: 14,88%2009: 15,09%2010: 15,2%2011: 15,23%2012: 15,13%2013: 15,07%2014: 15,02%2015: 14,77%2016: 14,65%2017: 14,36%2018: 14,18%2019: 14,02%2020: 13,99%2021: 13,65%2022: 13,26%2023: 13,04%2024: 12,96%2025: 12,87%
Variazione nel periodo: −3,8 p.p. Media annua: -0,11 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa e Asia centrale

Europa e Asia centrale 12,87%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Europa e Asia centrale, per anno Europa e Asia centrale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 12,87 −0,09 p.p.
2024 12,96 −0,08 p.p.
2023 13,04 −0,22 p.p.
2022 13,26 −0,4 p.p.
2021 13,65 −0,33 p.p.
2020 13,99 −0,04 p.p.
2019 14,02 −0,16 p.p.
2018 14,18 −0,18 p.p.
2017 14,36 −0,29 p.p.
2016 14,65 −0,12 p.p.
2015 14,77 −0,25 p.p.
2014 15,02 −0,05 p.p.
2013 15,07 −0,05 p.p.
2012 15,13 −0,11 p.p.
2011 15,23 +0,03 p.p.
2010 15,2 +0,12 p.p.
2009 15,09 +0,2 p.p.
2008 14,88 −0,28 p.p.
2007 15,16 −0,36 p.p.
2006 15,52 −0,3 p.p.
2005 15,82 −0,33 p.p.
2004 16,15 −0,46 p.p.
2003 16,61 −0,07 p.p.
2002 16,68 −0,53 p.p.
2001 17,21 −0,02 p.p.
2000 17,24 −0,29 p.p.
1999 17,53 −0,29 p.p.
1998 17,82 −0,07 p.p.
1997 17,89 +0,12 p.p.
1996 17,77 −0 p.p.
1995 17,77 +0,14 p.p.
1994 17,62 +0,41 p.p.
1993 17,21 +0,2 p.p.
1992 17,01 +0,34 p.p.
1991 16,67

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.