Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Siria

Occupazione vulnerabile in Siria nel 2025 — 38,86%. È il 116º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 7,88 p.p..

2025 38,86% +0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 116di 182
Massimo del periodo 46,75%1991
Minimo del periodo 31,04%2008

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Siria, 1991–2025303540455019911995199920032007201120152019202320251991: 46,75%1992: 46,5%1993: 46,2%1994: 45,82%1995: 45,36%1996: 44,57%1997: 43,94%1998: 43,15%1999: 42,77%2000: 42,53%2001: 42,42%2002: 41,2%2003: 39,84%2004: 38,41%2005: 36,66%2006: 35%2007: 37,77%2008: 31,04%2009: 34,19%2010: 32,6%2011: 32,94%2012: 33,94%2013: 35,96%2014: 37,49%2015: 38,1%2016: 38,74%2017: 38,97%2018: 39,05%2019: 39,02%2020: 39,51%2021: 38,87%2022: 39,11%2023: 38,83%2024: 38,84%2025: 38,86%
Variazione nel periodo: −7,88 p.p. Media annua: -0,23 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Siria

Siria 38,86%
Mondo 42,38%
Asia occidentale calcolato 20,54%
Paesi a basso reddito calcolato 75,71%
Occupazione vulnerabile — Siria, per anno Siria Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 38,86 +0,02 p.p.
2024 38,84 +0,01 p.p.
2023 38,83 −0,27 p.p.
2022 39,11 +0,24 p.p.
2021 38,87 −0,64 p.p.
2020 39,51 +0,49 p.p.
2019 39,02 −0,03 p.p.
2018 39,05 +0,08 p.p.
2017 38,97 +0,22 p.p.
2016 38,74 +0,64 p.p.
2015 38,1 +0,61 p.p.
2014 37,49 +1,53 p.p.
2013 35,96 +2,02 p.p.
2012 33,94 +1 p.p.
2011 32,94 +0,34 p.p.
2010 32,6 −1,59 p.p.
2009 34,19 +3,16 p.p.
2008 31,04 −6,73 p.p.
2007 37,77 +2,77 p.p.
2006 35 −1,65 p.p.
2005 36,66 −1,75 p.p.
2004 38,41 −1,44 p.p.
2003 39,84 −1,36 p.p.
2002 41,2 −1,22 p.p.
2001 42,42 −0,11 p.p.
2000 42,53 −0,24 p.p.
1999 42,77 −0,38 p.p.
1998 43,15 −0,79 p.p.
1997 43,94 −0,63 p.p.
1996 44,57 −0,79 p.p.
1995 45,36 −0,46 p.p.
1994 45,82 −0,38 p.p.
1993 46,2 −0,3 p.p.
1992 46,5 −0,25 p.p.
1991 46,75

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.