Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Libano

Occupazione vulnerabile in Libano nel 2023 — 19,39%. È il 67º posto al mondo su 184. Dal 1991 l'indicatore è calato del 9,17 p.p..

2023 19,39% −0,07 p.p. vs 2022
Posizione nel mondo 67di 184
Massimo del periodo 28,56%1991
Minimo del periodo 19,32%2021

Andamento per anno

1991–2023 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Libano, 1991–202317,52022,52527,5301991199519992003200720112015201920231991: 28,56%1992: 28,16%1993: 27,72%1994: 27,28%1995: 26,9%1996: 26,54%1997: 26,33%1998: 26,27%1999: 26,28%2000: 26,29%2001: 26,28%2002: 26,23%2003: 26,16%2004: 26,02%2005: 24,36%2006: 22,86%2007: 21,47%2008: 21,16%2009: 20,84%2010: 20,52%2011: 20,33%2012: 20,24%2013: 20,22%2014: 20,29%2015: 20,43%2016: 20,53%2017: 20,55%2018: 20,51%2019: 20,32%2020: 20,12%2021: 19,32%2022: 19,47%2023: 19,39%
Variazione nel periodo: −9,17 p.p. Media annua: -0,29 p.p.

Confronto, 2023

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Libano

Libano 19,39%
Mondo 42,65%
Asia occidentale calcolato 20,75%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 63,4%
Occupazione vulnerabile — Libano, per anno Libano Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2023 19,39 −0,07 p.p.
2022 19,47 +0,15 p.p.
2021 19,32 −0,81 p.p.
2020 20,12 −0,2 p.p.
2019 20,32 −0,19 p.p.
2018 20,51 −0,04 p.p.
2017 20,55 +0,02 p.p.
2016 20,53 +0,1 p.p.
2015 20,43 +0,13 p.p.
2014 20,29 +0,07 p.p.
2013 20,22 −0,02 p.p.
2012 20,24 −0,1 p.p.
2011 20,33 −0,18 p.p.
2010 20,52 −0,32 p.p.
2009 20,84 −0,33 p.p.
2008 21,16 −0,31 p.p.
2007 21,47 −1,39 p.p.
2006 22,86 −1,5 p.p.
2005 24,36 −1,66 p.p.
2004 26,02 −0,13 p.p.
2003 26,16 −0,08 p.p.
2002 26,23 −0,05 p.p.
2001 26,28 −0,01 p.p.
2000 26,29 +0,01 p.p.
1999 26,28 +0,01 p.p.
1998 26,27 −0,06 p.p.
1997 26,33 −0,21 p.p.
1996 26,54 −0,36 p.p.
1995 26,9 −0,38 p.p.
1994 27,28 −0,44 p.p.
1993 27,72 −0,44 p.p.
1992 28,16 −0,4 p.p.
1991 28,56

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.