Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Ruanda

Disoccupazione maschile in Ruanda nel 2025 — 10,07%. È il 153º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,64 p.p..

2025 10,07% +0,46 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 153di 182
Massimo del periodo 14,28%2021
Minimo del periodo 9,61%2024

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Ruanda, 1991–202581012141619911995199920032007201120152019202320251991: 11,71%1992: 11,49%1993: 11,53%1994: 11,6%1995: 11,29%1996: 10,87%1997: 10,46%1998: 10,61%1999: 10,91%2000: 11,03%2001: 11,06%2002: 10,76%2003: 10,98%2004: 11,01%2005: 11,15%2006: 10,91%2007: 10,9%2008: 10,84%2009: 10,94%2010: 10,96%2011: 11,07%2012: 10,99%2013: 11,08%2014: 11,15%2015: 11,14%2016: 11,1%2017: 11,18%2018: 10,23%2019: 10,51%2020: 10,87%2021: 14,28%2022: 13,7%2023: 10,53%2024: 9,61%2025: 10,07%
Variazione nel periodo: −1,64 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Ruanda

Ruanda 10,07%
Mondo 4,69%
Africa orientale calcolato 3,54%
Paesi a basso reddito calcolato 4,62%
Disoccupazione maschile — Ruanda, per anno Ruanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 10,07 +0,46 p.p.
2024 9,61 −0,92 p.p.
2023 10,53 −3,18 p.p.
2022 13,7 −0,58 p.p.
2021 14,28 +3,41 p.p.
2020 10,87 +0,36 p.p.
2019 10,51 +0,28 p.p.
2018 10,23 −0,95 p.p.
2017 11,18 +0,08 p.p.
2016 11,1 −0,04 p.p.
2015 11,14 −0,01 p.p.
2014 11,15 +0,06 p.p.
2013 11,08 +0,09 p.p.
2012 10,99 −0,08 p.p.
2011 11,07 +0,12 p.p.
2010 10,96 +0,01 p.p.
2009 10,94 +0,11 p.p.
2008 10,84 −0,06 p.p.
2007 10,9 −0 p.p.
2006 10,91 −0,25 p.p.
2005 11,15 +0,14 p.p.
2004 11,01 +0,04 p.p.
2003 10,98 +0,22 p.p.
2002 10,76 −0,3 p.p.
2001 11,06 +0,03 p.p.
2000 11,03 +0,12 p.p.
1999 10,91 +0,3 p.p.
1998 10,61 +0,16 p.p.
1997 10,46 −0,41 p.p.
1996 10,87 −0,42 p.p.
1995 11,29 −0,31 p.p.
1994 11,6 +0,07 p.p.
1993 11,53 +0,04 p.p.
1992 11,49 −0,22 p.p.
1991 11,71

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.