Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Mondo

Disoccupazione maschile nel mondo nel 2025 — 4,69%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,44 p.p..

2025 4,69% +0 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 6,62%2020
Minimo del periodo 4,69%2024

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Mondo, 1991–20254,555,566,5719911995199920032007201120152019202320251991: 5,13%1992: 5,31%1993: 5,57%1994: 5,76%1995: 5,85%1996: 5,9%1997: 5,88%1998: 6,04%1999: 6,16%2000: 6%2001: 6,11%2002: 6,35%2003: 6,39%2004: 6,18%2005: 6,07%2006: 5,84%2007: 5,66%2008: 5,76%2009: 6,39%2010: 6,24%2011: 6,1%2012: 6,13%2013: 6,08%2014: 5,95%2015: 5,97%2016: 5,94%2017: 5,87%2018: 5,75%2019: 5,56%2020: 6,62%2021: 5,99%2022: 5,1%2023: 4,73%2024: 4,69%2025: 4,69%
Variazione nel periodo: −0,44 p.p. Media annua: -0,01 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Mondo

Mondo 4,69%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — Mondo, per anno Mondo Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,69 +0 p.p.
2024 4,69 −0,04 p.p.
2023 4,73 −0,38 p.p.
2022 5,1 −0,88 p.p.
2021 5,99 −0,63 p.p.
2020 6,62 +1,06 p.p.
2019 5,56 −0,2 p.p.
2018 5,75 −0,12 p.p.
2017 5,87 −0,07 p.p.
2016 5,94 −0,03 p.p.
2015 5,97 +0,02 p.p.
2014 5,95 −0,13 p.p.
2013 6,08 −0,05 p.p.
2012 6,13 +0,03 p.p.
2011 6,1 −0,14 p.p.
2010 6,24 −0,15 p.p.
2009 6,39 +0,63 p.p.
2008 5,76 +0,09 p.p.
2007 5,66 −0,18 p.p.
2006 5,84 −0,23 p.p.
2005 6,07 −0,11 p.p.
2004 6,18 −0,21 p.p.
2003 6,39 +0,05 p.p.
2002 6,35 +0,24 p.p.
2001 6,11 +0,1 p.p.
2000 6 −0,16 p.p.
1999 6,16 +0,13 p.p.
1998 6,04 +0,15 p.p.
1997 5,88 −0,02 p.p.
1996 5,9 +0,05 p.p.
1995 5,85 +0,09 p.p.
1994 5,76 +0,19 p.p.
1993 5,57 +0,26 p.p.
1992 5,31 +0,19 p.p.
1991 5,13

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.