Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Burundi

Disoccupazione maschile in Burundi nel 2025 — 1,04%. È il 8º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,97 p.p..

2025 1,04% +0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 8di 182
Massimo del periodo 4,05%2006
Minimo del periodo 1,01%2022

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Burundi, 1991–2025024619911995199920032007201120152019202320251991: 4,01%1992: 3,99%1993: 3,95%1994: 3,96%1995: 3,95%1996: 3,95%1997: 3,99%1998: 4,03%1999: 4%2000: 4%2001: 4,02%2002: 4,04%2003: 4,01%2004: 4,05%2005: 4,02%2006: 4,05%2007: 3,09%2008: 2,16%2009: 2,13%2010: 2,12%2011: 2,09%2012: 2,07%2013: 2,05%2014: 2,02%2015: 1,82%2016: 1,66%2017: 1,48%2018: 1,31%2019: 1,14%2020: 1,09%2021: 1,2%2022: 1,01%2023: 1,02%2024: 1,02%2025: 1,04%
Variazione nel periodo: −2,97 p.p. Media annua: -0,09 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Burundi

Burundi 1,04%
Mondo 4,69%
Africa orientale calcolato 3,54%
Paesi a basso reddito calcolato 4,62%
Disoccupazione maschile — Burundi, per anno Burundi Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 1,04 +0,02 p.p.
2024 1,02 +0 p.p.
2023 1,02 +0 p.p.
2022 1,01 −0,19 p.p.
2021 1,2 +0,12 p.p.
2020 1,09 −0,05 p.p.
2019 1,14 −0,18 p.p.
2018 1,31 −0,17 p.p.
2017 1,48 −0,17 p.p.
2016 1,66 −0,17 p.p.
2015 1,82 −0,2 p.p.
2014 2,02 −0,02 p.p.
2013 2,05 −0,02 p.p.
2012 2,07 −0,02 p.p.
2011 2,09 −0,03 p.p.
2010 2,12 −0,02 p.p.
2009 2,13 −0,02 p.p.
2008 2,16 −0,94 p.p.
2007 3,09 −0,95 p.p.
2006 4,05 +0,03 p.p.
2005 4,02 −0,03 p.p.
2004 4,05 +0,04 p.p.
2003 4,01 −0,03 p.p.
2002 4,04 +0,02 p.p.
2001 4,02 +0,02 p.p.
2000 4 +0 p.p.
1999 4 −0,03 p.p.
1998 4,03 +0,04 p.p.
1997 3,99 +0,04 p.p.
1996 3,95 +0 p.p.
1995 3,95 −0,02 p.p.
1994 3,96 +0,02 p.p.
1993 3,95 −0,04 p.p.
1992 3,99 −0,02 p.p.
1991 4,01

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.