Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Tanzania

Disoccupazione maschile in Tanzania nel 2025 — 0,95%. È il 6º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,9 p.p..

2025 0,95% +0,01 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 6di 182
Massimo del periodo 3,32%1994
Minimo del periodo 0,94%2024

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Tanzania, 1991–20250123419911995199920032007201120152019202320251991: 2,85%1992: 2,99%1993: 3,26%1994: 3,32%1995: 3,22%1996: 3,11%1997: 3,06%1998: 3,09%1999: 3,1%2000: 3,09%2001: 3,03%2002: 2,8%2003: 2,59%2004: 2,41%2005: 2,26%2006: 2,12%2007: 2,15%2008: 2,2%2009: 2,24%2010: 2,47%2011: 2,63%2012: 2,38%2013: 2,1%2014: 1,57%2015: 1,45%2016: 1,36%2017: 1,27%2018: 1,19%2019: 1,11%2020: 1,14%2021: 1,2%2022: 0,95%2023: 0,94%2024: 0,94%2025: 0,95%
Variazione nel periodo: −1,9 p.p. Media annua: -0,06 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Tanzania

Tanzania 0,95%
Mondo 4,69%
Africa orientale calcolato 3,54%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 4,07%
Disoccupazione maschile — Tanzania, per anno Tanzania Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 0,95 +0,01 p.p.
2024 0,94 −0,01 p.p.
2023 0,94 −0,01 p.p.
2022 0,95 −0,25 p.p.
2021 1,2 +0,06 p.p.
2020 1,14 +0,03 p.p.
2019 1,11 −0,08 p.p.
2018 1,19 −0,08 p.p.
2017 1,27 −0,09 p.p.
2016 1,36 −0,09 p.p.
2015 1,45 −0,12 p.p.
2014 1,57 −0,53 p.p.
2013 2,1 −0,29 p.p.
2012 2,38 −0,25 p.p.
2011 2,63 +0,16 p.p.
2010 2,47 +0,23 p.p.
2009 2,24 +0,04 p.p.
2008 2,2 +0,06 p.p.
2007 2,15 +0,03 p.p.
2006 2,12 −0,14 p.p.
2005 2,26 −0,15 p.p.
2004 2,41 −0,18 p.p.
2003 2,59 −0,21 p.p.
2002 2,8 −0,22 p.p.
2001 3,03 −0,06 p.p.
2000 3,09 −0,01 p.p.
1999 3,1 +0,01 p.p.
1998 3,09 +0,02 p.p.
1997 3,06 −0,05 p.p.
1996 3,11 −0,11 p.p.
1995 3,22 −0,09 p.p.
1994 3,32 +0,06 p.p.
1993 3,26 +0,27 p.p.
1992 2,99 +0,14 p.p.
1991 2,85

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.