Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Guinea

Occupazione vulnerabile in Guinea nel 2025 — 79,17%. È il 170º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 12,88 p.p..

2025 79,17% −0,3 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 170di 182
Massimo del periodo 92,05%1991
Minimo del periodo 79,17%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Guinea, 1991–2025758085909519911995199920032007201120152019202320251991: 92,05%1992: 92%1993: 91,89%1994: 91,82%1995: 91,73%1996: 91,59%1997: 91,43%1998: 91,28%1999: 91,08%2000: 90,88%2001: 90,68%2002: 90,41%2003: 89,87%2004: 89,32%2005: 88,76%2006: 88,24%2007: 87,68%2008: 87,05%2009: 86,56%2010: 85,99%2011: 85,4%2012: 84,74%2013: 84,13%2014: 83,5%2015: 82,91%2016: 82,14%2017: 81,33%2018: 80,54%2019: 79,85%2020: 80,73%2021: 80,29%2022: 80,07%2023: 79,75%2024: 79,47%2025: 79,17%
Variazione nel periodo: −12,88 p.p. Media annua: -0,38 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Guinea

Guinea 79,17%
Mondo 42,38%
Africa occidentale calcolato 69,4%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Guinea, per anno Guinea Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 79,17 −0,3 p.p.
2024 79,47 −0,28 p.p.
2023 79,75 −0,32 p.p.
2022 80,07 −0,22 p.p.
2021 80,29 −0,44 p.p.
2020 80,73 +0,89 p.p.
2019 79,85 −0,7 p.p.
2018 80,54 −0,79 p.p.
2017 81,33 −0,81 p.p.
2016 82,14 −0,76 p.p.
2015 82,91 −0,59 p.p.
2014 83,5 −0,63 p.p.
2013 84,13 −0,62 p.p.
2012 84,74 −0,65 p.p.
2011 85,4 −0,6 p.p.
2010 85,99 −0,56 p.p.
2009 86,56 −0,49 p.p.
2008 87,05 −0,63 p.p.
2007 87,68 −0,56 p.p.
2006 88,24 −0,52 p.p.
2005 88,76 −0,57 p.p.
2004 89,32 −0,55 p.p.
2003 89,87 −0,54 p.p.
2002 90,41 −0,26 p.p.
2001 90,68 −0,2 p.p.
2000 90,88 −0,21 p.p.
1999 91,08 −0,2 p.p.
1998 91,28 −0,15 p.p.
1997 91,43 −0,16 p.p.
1996 91,59 −0,13 p.p.
1995 91,73 −0,09 p.p.
1994 91,82 −0,07 p.p.
1993 91,89 −0,11 p.p.
1992 92 −0,05 p.p.
1991 92,05

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.