Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Qatar

Disoccupazione maschile in Qatar nel 2025 — 0,07%. È il 1º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,25 p.p..

2025 0,07% −0 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 1di 182
Massimo del periodo 0,35%2006
Minimo del periodo 0,05%2019

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Qatar, 1991–202500,10,20,30,419911995199920032007201120152019202320251991: 0,32%1992: 0,32%1993: 0,31%1994: 0,31%1995: 0,31%1996: 0,31%1997: 0,31%1998: 0,32%1999: 0,32%2000: 0,32%2001: 0,32%2002: 0,32%2003: 0,32%2004: 0,32%2005: 0,32%2006: 0,35%2007: 0,23%2008: 0,14%2009: 0,13%2010: 0,14%2011: 0,17%2012: 0,14%2013: 0,08%2014: 0,07%2015: 0,06%2016: 0,06%2017: 0,06%2018: 0,05%2019: 0,05%2020: 0,07%2021: 0,08%2022: 0,08%2023: 0,08%2024: 0,08%2025: 0,07%
Variazione nel periodo: −0,25 p.p. Media annua: -0,01 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Qatar

Qatar 0,07%
Mondo 4,69%
Asia occidentale calcolato 6,97%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Qatar, per anno Qatar Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 0,07 −0 p.p.
2024 0,08 +0 p.p.
2023 0,08 +0 p.p.
2022 0,08 −0 p.p.
2021 0,08 +0,01 p.p.
2020 0,07 +0,02 p.p.
2019 0,05 −0,01 p.p.
2018 0,05 −0,01 p.p.
2017 0,06 −0 p.p.
2016 0,06 +0 p.p.
2015 0,06 −0,01 p.p.
2014 0,07 −0,01 p.p.
2013 0,08 −0,05 p.p.
2012 0,14 −0,03 p.p.
2011 0,17 +0,03 p.p.
2010 0,14 +0,01 p.p.
2009 0,13 −0,01 p.p.
2008 0,14 −0,09 p.p.
2007 0,23 −0,13 p.p.
2006 0,35 +0,03 p.p.
2005 0,32 +0,01 p.p.
2004 0,32 +0 p.p.
2003 0,32 −0 p.p.
2002 0,32 +0 p.p.
2001 0,32 +0 p.p.
2000 0,32 +0 p.p.
1999 0,32 +0 p.p.
1998 0,32 +0 p.p.
1997 0,31 +0,01 p.p.
1996 0,31 −0 p.p.
1995 0,31 −0 p.p.
1994 0,31 −0 p.p.
1993 0,31 −0 p.p.
1992 0,32 −0 p.p.
1991 0,32

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.