Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Italia

Disoccupazione maschile in Italia nel 2025 — 5,7%. È il 108º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,11 p.p..

2025 5,7% −0,2 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 108di 182
Massimo del periodo 11,86%2014
Minimo del periodo 4,88%2007

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Italia, 1991–2025468101219911995199920032007201120152019202320251991: 6,81%1992: 6,73%1993: 7,62%1994: 8,66%1995: 9,07%1996: 9,29%1997: 9,36%1998: 9,44%1999: 8,84%2000: 8,32%2001: 7,4%2002: 7,02%2003: 6,87%2004: 6,28%2005: 6,17%2006: 5,43%2007: 4,88%2008: 5,5%2009: 6,73%2010: 7,5%2011: 7,52%2012: 9,81%2013: 11,48%2014: 11,86%2015: 11,32%2016: 10,89%2017: 10,34%2018: 9,67%2019: 9,03%2020: 8,43%2021: 8,66%2022: 7,12%2023: 6,78%2024: 5,9%2025: 5,7%
Variazione nel periodo: −1,11 p.p. Media annua: -0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Italia

Italia 5,7%
Mondo 4,69%
Europa meridionale calcolato 7,15%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Italia, per anno Italia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,7 −0,2 p.p.
2024 5,9 −0,88 p.p.
2023 6,78 −0,34 p.p.
2022 7,12 −1,55 p.p.
2021 8,66 +0,23 p.p.
2020 8,43 −0,6 p.p.
2019 9,03 −0,64 p.p.
2018 9,67 −0,67 p.p.
2017 10,34 −0,55 p.p.
2016 10,89 −0,42 p.p.
2015 11,32 −0,55 p.p.
2014 11,86 +0,38 p.p.
2013 11,48 +1,67 p.p.
2012 9,81 +2,29 p.p.
2011 7,52 +0,02 p.p.
2010 7,5 +0,77 p.p.
2009 6,73 +1,23 p.p.
2008 5,5 +0,62 p.p.
2007 4,88 −0,54 p.p.
2006 5,43 −0,75 p.p.
2005 6,17 −0,11 p.p.
2004 6,28 −0,59 p.p.
2003 6,87 −0,15 p.p.
2002 7,02 −0,38 p.p.
2001 7,4 −0,92 p.p.
2000 8,32 −0,52 p.p.
1999 8,84 −0,6 p.p.
1998 9,44 +0,08 p.p.
1997 9,36 +0,07 p.p.
1996 9,29 +0,21 p.p.
1995 9,07 +0,41 p.p.
1994 8,66 +1,04 p.p.
1993 7,62 +0,89 p.p.
1992 6,73 −0,08 p.p.
1991 6,81

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.