Disoccupazione femminile — tutti i paesi

Disoccupazione femminile — Italia

Disoccupazione femminile in Italia nel 2025 — 7,32%. È il 119º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 8,46 p.p..

2025 7,32% +0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 119di 182
Massimo del periodo 16,54%1998
Minimo del periodo 7,3%2024

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro femminile

Disoccupazione femminile — Italia, 1991–202557,51012,51517,519911995199920032007201120152019202320251991: 15,78%1992: 13,88%1993: 14,81%1994: 15,32%1995: 16,11%1996: 16,23%1997: 16,39%1998: 16,54%1999: 16,27%2000: 14,85%2001: 13,04%2002: 12,61%2003: 11,95%2004: 10,24%2005: 10,05%2006: 8,78%2007: 7,85%2008: 8,5%2009: 9,23%2010: 9,6%2011: 9,55%2012: 11,83%2013: 13,07%2014: 13,8%2015: 12,7%2016: 12,78%2017: 12,39%2018: 11,71%2019: 11,04%2020: 10,24%2021: 10,63%2022: 9,36%2023: 8,76%2024: 7,3%2025: 7,32%
Variazione nel periodo: −8,46 p.p. Media annua: -0,25 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Italia

Italia 7,32%
Mondo 4,94%
Europa meridionale calcolato 9,27%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,72%
Disoccupazione femminile — Italia, per anno Italia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 7,32 +0,02 p.p.
2024 7,3 −1,46 p.p.
2023 8,76 −0,59 p.p.
2022 9,36 −1,28 p.p.
2021 10,63 +0,4 p.p.
2020 10,24 −0,8 p.p.
2019 11,04 −0,68 p.p.
2018 11,71 −0,68 p.p.
2017 12,39 −0,39 p.p.
2016 12,78 +0,08 p.p.
2015 12,7 −1,1 p.p.
2014 13,8 +0,73 p.p.
2013 13,07 +1,24 p.p.
2012 11,83 +2,28 p.p.
2011 9,55 −0,06 p.p.
2010 9,6 +0,37 p.p.
2009 9,23 +0,73 p.p.
2008 8,5 +0,66 p.p.
2007 7,85 −0,94 p.p.
2006 8,78 −1,27 p.p.
2005 10,05 −0,18 p.p.
2004 10,24 −1,71 p.p.
2003 11,95 −0,67 p.p.
2002 12,61 −0,42 p.p.
2001 13,04 −1,81 p.p.
2000 14,85 −1,42 p.p.
1999 16,27 −0,28 p.p.
1998 16,54 +0,16 p.p.
1997 16,39 +0,16 p.p.
1996 16,23 +0,12 p.p.
1995 16,11 +0,79 p.p.
1994 15,32 +0,51 p.p.
1993 14,81 +0,94 p.p.
1992 13,88 −1,91 p.p.
1991 15,78

Sull'indicatore

Quota di disoccupate sulla forza lavoro femminile. Il divario con la disoccupazione maschile riflette sia la struttura della domanda di lavoro sia le barriere che le donne incontrano nell'accesso all'occupazione. In alcuni paesi l'indicatore sembra favorevole solo perché molte donne non fanno affatto parte della forza lavoro: leggilo insieme al tasso di attività femminile.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.