Disoccupazione femminile — tutti i paesi

Disoccupazione femminile — Europa meridionale

Disoccupazione femminile in Europa meridionale nel 2025 — 9,27%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 7,46 p.p..

2025 9,27% −0,37 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 20,39%2013
Minimo del periodo 9,27%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro femminile

Disoccupazione femminile — Europa meridionale, 1991–202551015202519911995199920032007201120152019202320251991: 16,73%1992: 17,1%1993: 18,6%1994: 19,65%1995: 19,68%1996: 19,61%1997: 19,22%1998: 19,08%1999: 17,89%2000: 16,56%2001: 14,26%2002: 14,44%2003: 14,28%2004: 13,85%2005: 13,03%2006: 12,1%2007: 11,19%2008: 11,43%2009: 13,84%2010: 15,34%2011: 16,48%2012: 19,12%2013: 20,39%2014: 19,89%2015: 18,47%2016: 17,23%2017: 15,65%2018: 14,21%2019: 13,15%2020: 13,16%2021: 13,1%2022: 11,57%2023: 10,76%2024: 9,64%2025: 9,27%
Variazione nel periodo: −7,46 p.p. Media annua: -0,22 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa meridionale

Europa meridionale 9,27%
Mondo 4,94%
Disoccupazione femminile — Europa meridionale, per anno Europa meridionale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 9,27 −0,37 p.p.
2024 9,64 −1,12 p.p.
2023 10,76 −0,81 p.p.
2022 11,57 −1,53 p.p.
2021 13,1 −0,06 p.p.
2020 13,16 +0 p.p.
2019 13,15 −1,06 p.p.
2018 14,21 −1,44 p.p.
2017 15,65 −1,58 p.p.
2016 17,23 −1,24 p.p.
2015 18,47 −1,42 p.p.
2014 19,89 −0,5 p.p.
2013 20,39 +1,27 p.p.
2012 19,12 +2,65 p.p.
2011 16,48 +1,14 p.p.
2010 15,34 +1,5 p.p.
2009 13,84 +2,41 p.p.
2008 11,43 +0,23 p.p.
2007 11,19 −0,9 p.p.
2006 12,1 −0,93 p.p.
2005 13,03 −0,82 p.p.
2004 13,85 −0,43 p.p.
2003 14,28 −0,16 p.p.
2002 14,44 +0,18 p.p.
2001 14,26 −2,3 p.p.
2000 16,56 −1,33 p.p.
1999 17,89 −1,19 p.p.
1998 19,08 −0,14 p.p.
1997 19,22 −0,39 p.p.
1996 19,61 −0,07 p.p.
1995 19,68 +0,03 p.p.
1994 19,65 +1,04 p.p.
1993 18,6 +1,5 p.p.
1992 17,1 +0,38 p.p.
1991 16,73

Sull'indicatore

Quota di disoccupate sulla forza lavoro femminile. Il divario con la disoccupazione maschile riflette sia la struttura della domanda di lavoro sia le barriere che le donne incontrano nell'accesso all'occupazione. In alcuni paesi l'indicatore sembra favorevole solo perché molte donne non fanno affatto parte della forza lavoro: leggilo insieme al tasso di attività femminile.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.