Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Europa meridionale

Disoccupazione maschile in Europa meridionale nel 2025 — 7,15%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 1,58 p.p..

2025 7,15% −0,64 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 18,81%2013
Minimo del periodo 7,15%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Europa meridionale, 1991–2025510152019911995199920032007201120152019202320251991: 8,73%1992: 9,88%1993: 11,65%1994: 12,47%1995: 12,04%1996: 12,06%1997: 11,78%1998: 11,13%1999: 10,22%2000: 9,49%2001: 8,43%2002: 8,55%2003: 8,85%2004: 8,72%2005: 8,42%2006: 7,79%2007: 7,35%2008: 8,3%2009: 11,85%2010: 13,44%2011: 14,81%2012: 17,64%2013: 18,81%2014: 17,79%2015: 16,24%2016: 14,63%2017: 12,94%2018: 11,51%2019: 10,38%2020: 10,68%2021: 10,38%2022: 8,85%2023: 8,37%2024: 7,79%2025: 7,15%
Variazione nel periodo: −1,58 p.p. Media annua: -0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Europa meridionale

Europa meridionale 7,15%
Mondo 4,69%
Disoccupazione maschile — Europa meridionale, per anno Europa meridionale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 7,15 −0,64 p.p.
2024 7,79 −0,58 p.p.
2023 8,37 −0,48 p.p.
2022 8,85 −1,53 p.p.
2021 10,38 −0,3 p.p.
2020 10,68 +0,3 p.p.
2019 10,38 −1,13 p.p.
2018 11,51 −1,44 p.p.
2017 12,94 −1,69 p.p.
2016 14,63 −1,6 p.p.
2015 16,24 −1,55 p.p.
2014 17,79 −1,02 p.p.
2013 18,81 +1,17 p.p.
2012 17,64 +2,83 p.p.
2011 14,81 +1,37 p.p.
2010 13,44 +1,59 p.p.
2009 11,85 +3,55 p.p.
2008 8,3 +0,95 p.p.
2007 7,35 −0,44 p.p.
2006 7,79 −0,63 p.p.
2005 8,42 −0,29 p.p.
2004 8,72 −0,14 p.p.
2003 8,85 +0,3 p.p.
2002 8,55 +0,12 p.p.
2001 8,43 −1,06 p.p.
2000 9,49 −0,73 p.p.
1999 10,22 −0,92 p.p.
1998 11,13 −0,65 p.p.
1997 11,78 −0,28 p.p.
1996 12,06 +0,02 p.p.
1995 12,04 −0,43 p.p.
1994 12,47 +0,83 p.p.
1993 11,65 +1,76 p.p.
1992 9,88 +1,15 p.p.
1991 8,73

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.