Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Spagna

Disoccupazione maschile in Spagna nel 2025 — 8,98%. È il 145º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,03 p.p..

2025 8,98% −1,24 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 145di 182
Massimo del periodo 25,61%2013
Minimo del periodo 6,36%2006

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Spagna, 1991–2025010203019911995199920032007201120152019202320251991: 12,01%1992: 13,5%1993: 18,41%1994: 19,83%1995: 17,89%1996: 17,59%1997: 16,13%1998: 13,67%1999: 10,8%2000: 9,5%2001: 7,36%2002: 7,87%2003: 8,28%2004: 8,34%2005: 7,14%2006: 6,36%2007: 6,42%2008: 10,06%2009: 17,65%2010: 19,57%2011: 21,05%2012: 24,58%2013: 25,61%2014: 23,6%2015: 20,78%2016: 18,13%2017: 15,67%2018: 13,73%2019: 12,46%2020: 13,88%2021: 13,22%2022: 11,41%2023: 10,67%2024: 10,22%2025: 8,98%
Variazione nel periodo: −3,03 p.p. Media annua: -0,09 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Spagna

Spagna 8,98%
Mondo 4,69%
Europa meridionale calcolato 7,15%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Spagna, per anno Spagna Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,98 −1,24 p.p.
2024 10,22 −0,45 p.p.
2023 10,67 −0,73 p.p.
2022 11,41 −1,82 p.p.
2021 13,22 −0,66 p.p.
2020 13,88 +1,42 p.p.
2019 12,46 −1,27 p.p.
2018 13,73 −1,94 p.p.
2017 15,67 −2,47 p.p.
2016 18,13 −2,65 p.p.
2015 20,78 −2,82 p.p.
2014 23,6 −2 p.p.
2013 25,61 +1,02 p.p.
2012 24,58 +3,54 p.p.
2011 21,05 +1,48 p.p.
2010 19,57 +1,92 p.p.
2009 17,65 +7,59 p.p.
2008 10,06 +3,64 p.p.
2007 6,42 +0,06 p.p.
2006 6,36 −0,78 p.p.
2005 7,14 −1,2 p.p.
2004 8,34 +0,06 p.p.
2003 8,28 +0,41 p.p.
2002 7,87 +0,51 p.p.
2001 7,36 −2,14 p.p.
2000 9,5 −1,3 p.p.
1999 10,8 −2,88 p.p.
1998 13,67 −2,46 p.p.
1997 16,13 −1,46 p.p.
1996 17,59 −0,3 p.p.
1995 17,89 −1,94 p.p.
1994 19,83 +1,41 p.p.
1993 18,41 +4,91 p.p.
1992 13,5 +1,49 p.p.
1991 12,01

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.