Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Malta

Disoccupazione maschile a Malta nel 2025 — 2,95%. È il 48º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 3,31 p.p..

2025 2,95% −0,24 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 48di 182
Massimo del periodo 6,93%2004
Minimo del periodo 2,95%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Malta, 1991–202523456719911995199920032007201120152019202320251991: 6,25%1992: 6,25%1993: 6,25%1994: 6,25%1995: 6,24%1996: 6,24%1997: 6,24%1998: 6,24%1999: 6,23%2000: 6,23%2001: 6,7%2002: 6,27%2003: 6,42%2004: 6,93%2005: 6,27%2006: 6,11%2007: 5,78%2008: 5,57%2009: 6,51%2010: 6,72%2011: 5,99%2012: 5,61%2013: 6,1%2014: 6,13%2015: 5,39%2016: 4,39%2017: 3,84%2018: 4,12%2019: 3,68%2020: 4,66%2021: 3,88%2022: 3,71%2023: 3,68%2024: 3,18%2025: 2,95%
Variazione nel periodo: −3,31 p.p. Media annua: -0,1 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Malta

Malta 2,95%
Mondo 4,69%
Europa meridionale calcolato 7,15%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Malta, per anno Malta Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 2,95 −0,24 p.p.
2024 3,18 −0,49 p.p.
2023 3,68 −0,03 p.p.
2022 3,71 −0,18 p.p.
2021 3,88 −0,78 p.p.
2020 4,66 +0,98 p.p.
2019 3,68 −0,44 p.p.
2018 4,12 +0,28 p.p.
2017 3,84 −0,54 p.p.
2016 4,39 −1 p.p.
2015 5,39 −0,74 p.p.
2014 6,13 +0,03 p.p.
2013 6,1 +0,49 p.p.
2012 5,61 −0,38 p.p.
2011 5,99 −0,73 p.p.
2010 6,72 +0,2 p.p.
2009 6,51 +0,94 p.p.
2008 5,57 −0,21 p.p.
2007 5,78 −0,33 p.p.
2006 6,11 −0,17 p.p.
2005 6,27 −0,66 p.p.
2004 6,93 +0,51 p.p.
2003 6,42 +0,15 p.p.
2002 6,27 −0,43 p.p.
2001 6,7 +0,47 p.p.
2000 6,23 −0 p.p.
1999 6,23 −0 p.p.
1998 6,24 −0 p.p.
1997 6,24 −0 p.p.
1996 6,24 −0 p.p.
1995 6,24 −0 p.p.
1994 6,25 −0 p.p.
1993 6,25 −0 p.p.
1992 6,25 −0 p.p.
1991 6,25

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.