Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Portogallo

Disoccupazione maschile in Portogallo nel 2025 — 5,8%. È il 111º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 3,19 p.p..

2025 5,8% −0,3 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 111di 182
Massimo del periodo 16,04%2013
Minimo del periodo 2,61%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Portogallo, 1991–20250510152019911995199920032007201120152019202320251991: 2,61%1992: 3,38%1993: 4,54%1994: 5,87%1995: 6,49%1996: 6,37%1997: 5,81%1998: 3,8%1999: 4,18%2000: 3,04%2001: 2,89%2002: 3,81%2003: 5,16%2004: 5,58%2005: 6,65%2006: 6,54%2007: 6,6%2008: 6,48%2009: 8,83%2010: 9,76%2011: 12,35%2012: 15,53%2013: 16,04%2014: 13,51%2015: 12,15%2016: 11%2017: 8,42%2018: 6,57%2019: 5,8%2020: 6,63%2021: 6,44%2022: 5,72%2023: 6,14%2024: 6,1%2025: 5,8%
Variazione nel periodo: +3,19 p.p. Media annua: 0,09 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Portogallo

Portogallo 5,8%
Mondo 4,69%
Europa meridionale calcolato 7,15%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Portogallo, per anno Portogallo Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,8 −0,3 p.p.
2024 6,1 −0,04 p.p.
2023 6,14 +0,42 p.p.
2022 5,72 −0,72 p.p.
2021 6,44 −0,19 p.p.
2020 6,63 +0,83 p.p.
2019 5,8 −0,77 p.p.
2018 6,57 −1,85 p.p.
2017 8,42 −2,58 p.p.
2016 11 −1,16 p.p.
2015 12,15 −1,36 p.p.
2014 13,51 −2,53 p.p.
2013 16,04 +0,52 p.p.
2012 15,53 +3,18 p.p.
2011 12,35 +2,59 p.p.
2010 9,76 +0,93 p.p.
2009 8,83 +2,35 p.p.
2008 6,48 −0,12 p.p.
2007 6,6 +0,06 p.p.
2006 6,54 −0,12 p.p.
2005 6,65 +1,08 p.p.
2004 5,58 +0,41 p.p.
2003 5,16 +1,35 p.p.
2002 3,81 +0,92 p.p.
2001 2,89 −0,15 p.p.
2000 3,04 −1,14 p.p.
1999 4,18 +0,38 p.p.
1998 3,8 −2,01 p.p.
1997 5,81 −0,56 p.p.
1996 6,37 −0,11 p.p.
1995 6,49 +0,62 p.p.
1994 5,87 +1,33 p.p.
1993 4,54 +1,16 p.p.
1992 3,38 +0,77 p.p.
1991 2,61

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.