Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Islanda

Disoccupazione maschile in Islanda nel 2025 — 3,86%. È il 68º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 1,59 p.p..

2025 3,86% +0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 68di 182
Massimo del periodo 8,56%2009
Minimo del periodo 1,32%2000

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Islanda, 1991–202502,557,51019911995199920032007201120152019202320251991: 2,26%1992: 3,8%1993: 4,96%1994: 5,14%1995: 5,45%1996: 3,73%1997: 3,64%1998: 2,43%1999: 1,64%2000: 1,32%2001: 1,55%2002: 3,29%2003: 4,02%2004: 5,14%2005: 2,6%2006: 2,64%2007: 2,24%2008: 3,25%2009: 8,56%2010: 8,3%2011: 7,76%2012: 6,31%2013: 5,65%2014: 5%2015: 3,91%2016: 2,92%2017: 2,76%2018: 2,85%2019: 3,85%2020: 5,64%2021: 5,74%2022: 4,14%2023: 3,87%2024: 3,83%2025: 3,86%
Variazione nel periodo: +1,59 p.p. Media annua: 0,05 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Islanda

Islanda 3,86%
Mondo 4,69%
Europa settentrionale calcolato 5,82%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Islanda, per anno Islanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 3,86 +0,02 p.p.
2024 3,83 −0,04 p.p.
2023 3,87 −0,26 p.p.
2022 4,14 −1,61 p.p.
2021 5,74 +0,11 p.p.
2020 5,64 +1,79 p.p.
2019 3,85 +1 p.p.
2018 2,85 +0,08 p.p.
2017 2,76 −0,16 p.p.
2016 2,92 −1 p.p.
2015 3,91 −1,08 p.p.
2014 5 −0,65 p.p.
2013 5,65 −0,66 p.p.
2012 6,31 −1,46 p.p.
2011 7,76 −0,54 p.p.
2010 8,3 −0,25 p.p.
2009 8,56 +5,31 p.p.
2008 3,25 +1,01 p.p.
2007 2,24 −0,4 p.p.
2006 2,64 +0,04 p.p.
2005 2,6 −2,54 p.p.
2004 5,14 +1,12 p.p.
2003 4,02 +0,73 p.p.
2002 3,29 +1,74 p.p.
2001 1,55 +0,23 p.p.
2000 1,32 −0,32 p.p.
1999 1,64 −0,79 p.p.
1998 2,43 −1,2 p.p.
1997 3,64 −0,09 p.p.
1996 3,73 −1,72 p.p.
1995 5,45 +0,31 p.p.
1994 5,14 +0,18 p.p.
1993 4,96 +1,16 p.p.
1992 3,8 +1,54 p.p.
1991 2,26

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.