Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Finlandia

Disoccupazione maschile in Finlandia nel 2025 — 10,01%. È il 152º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 2,2 p.p..

2025 10,01% +0,84 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 152di 182
Massimo del periodo 17,8%1994
Minimo del periodo 6,07%2008

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Finlandia, 1991–20250510152019911995199920032007201120152019202320251991: 7,81%1992: 13,33%1993: 17,78%1994: 17,8%1995: 17,78%1996: 15,59%1997: 14,78%1998: 12,88%1999: 11,01%2000: 10,35%2001: 9,86%2002: 10,66%2003: 10,96%2004: 10,16%2005: 9,56%2006: 8,75%2007: 6,54%2008: 6,07%2009: 8,88%2010: 9,09%2011: 8,4%2012: 8,28%2013: 8,82%2014: 9,33%2015: 9,87%2016: 9,04%2017: 8,87%2018: 7,42%2019: 7,18%2020: 8,01%2021: 8,14%2022: 7,05%2023: 7,84%2024: 9,17%2025: 10,01%
Variazione nel periodo: +2,2 p.p. Media annua: 0,06 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Finlandia

Finlandia 10,01%
Mondo 4,69%
Europa settentrionale calcolato 5,82%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Finlandia, per anno Finlandia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 10,01 +0,84 p.p.
2024 9,17 +1,33 p.p.
2023 7,84 +0,8 p.p.
2022 7,05 −1,09 p.p.
2021 8,14 +0,13 p.p.
2020 8,01 +0,84 p.p.
2019 7,18 −0,24 p.p.
2018 7,42 −1,45 p.p.
2017 8,87 −0,16 p.p.
2016 9,04 −0,84 p.p.
2015 9,87 +0,55 p.p.
2014 9,33 +0,5 p.p.
2013 8,82 +0,54 p.p.
2012 8,28 −0,12 p.p.
2011 8,4 −0,69 p.p.
2010 9,09 +0,21 p.p.
2009 8,88 +2,81 p.p.
2008 6,07 −0,47 p.p.
2007 6,54 −2,21 p.p.
2006 8,75 −0,81 p.p.
2005 9,56 −0,6 p.p.
2004 10,16 −0,8 p.p.
2003 10,96 +0,3 p.p.
2002 10,66 +0,79 p.p.
2001 9,86 −0,49 p.p.
2000 10,35 −0,65 p.p.
1999 11,01 −1,88 p.p.
1998 12,88 −1,9 p.p.
1997 14,78 −0,81 p.p.
1996 15,59 −2,19 p.p.
1995 17,78 −0,03 p.p.
1994 17,8 +0,02 p.p.
1993 17,78 +4,46 p.p.
1992 13,33 +5,51 p.p.
1991 7,81

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.