Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Estonia

Disoccupazione maschile in Estonia nel 2025 — 8,59%. È il 143º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 7,18 p.p..

2025 8,59% +0,94 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 143di 182
Massimo del periodo 19,26%2010
Minimo del periodo 1,42%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Estonia, 1991–20250510152019911995199920032007201120152019202320251991: 1,42%1992: 3,88%1993: 6,46%1994: 7,23%1995: 10,38%1996: 10,55%1997: 11,14%1998: 10,43%1999: 12,91%2000: 15,02%2001: 13,04%2002: 11,31%2003: 12,14%2004: 11,62%2005: 9,15%2006: 6,23%2007: 5,38%2008: 5,76%2009: 16,66%2010: 19,26%2011: 13,06%2012: 10,91%2013: 9,09%2014: 7,86%2015: 6,5%2016: 7,56%2017: 6,34%2018: 5,56%2019: 4,13%2020: 7,13%2021: 6,78%2022: 6,07%2023: 6,12%2024: 7,65%2025: 8,59%
Variazione nel periodo: +7,18 p.p. Media annua: 0,21 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Estonia

Estonia 8,59%
Mondo 4,69%
Europa settentrionale calcolato 5,82%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Estonia, per anno Estonia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,59 +0,94 p.p.
2024 7,65 +1,53 p.p.
2023 6,12 +0,06 p.p.
2022 6,07 −0,72 p.p.
2021 6,78 −0,35 p.p.
2020 7,13 +3,01 p.p.
2019 4,13 −1,44 p.p.
2018 5,56 −0,78 p.p.
2017 6,34 −1,22 p.p.
2016 7,56 +1,07 p.p.
2015 6,5 −1,36 p.p.
2014 7,86 −1,23 p.p.
2013 9,09 −1,82 p.p.
2012 10,91 −2,15 p.p.
2011 13,06 −6,21 p.p.
2010 19,26 +2,6 p.p.
2009 16,66 +10,9 p.p.
2008 5,76 +0,38 p.p.
2007 5,38 −0,85 p.p.
2006 6,23 −2,91 p.p.
2005 9,15 −2,47 p.p.
2004 11,62 −0,52 p.p.
2003 12,14 +0,83 p.p.
2002 11,31 −1,73 p.p.
2001 13,04 −1,98 p.p.
2000 15,02 +2,11 p.p.
1999 12,91 +2,47 p.p.
1998 10,43 −0,71 p.p.
1997 11,14 +0,6 p.p.
1996 10,55 +0,17 p.p.
1995 10,38 +3,16 p.p.
1994 7,23 +0,77 p.p.
1993 6,46 +2,58 p.p.
1992 3,88 +2,46 p.p.
1991 1,42

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.