Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Norvegia

Disoccupazione maschile in Norvegia nel 2025 — 4,9%. È il 93º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,85 p.p..

2025 4,9% +0,71 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 93di 182
Massimo del periodo 6,61%1993
Minimo del periodo 2,56%2007

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Norvegia, 1991–2025246819911995199920032007201120152019202320251991: 5,75%1992: 6,57%1993: 6,61%1994: 5,88%1995: 6,29%1996: 4,78%1997: 4,4%1998: 3,49%1999: 3,26%2000: 3,62%2001: 3,85%2002: 3,96%2003: 4,46%2004: 4,56%2005: 4,55%2006: 3,45%2007: 2,56%2008: 2,71%2009: 3,55%2010: 4,06%2011: 3,38%2012: 3,57%2013: 3,6%2014: 3,71%2015: 4,56%2016: 5,37%2017: 4,59%2018: 4,04%2019: 3,95%2020: 4,68%2021: 4,57%2022: 3,38%2023: 3,68%2024: 4,19%2025: 4,9%
Variazione nel periodo: −0,85 p.p. Media annua: -0,02 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Norvegia

Norvegia 4,9%
Mondo 4,69%
Europa settentrionale calcolato 5,82%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Norvegia, per anno Norvegia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,9 +0,71 p.p.
2024 4,19 +0,51 p.p.
2023 3,68 +0,3 p.p.
2022 3,38 −1,2 p.p.
2021 4,57 −0,11 p.p.
2020 4,68 +0,74 p.p.
2019 3,95 −0,09 p.p.
2018 4,04 −0,55 p.p.
2017 4,59 −0,78 p.p.
2016 5,37 +0,81 p.p.
2015 4,56 +0,85 p.p.
2014 3,71 +0,11 p.p.
2013 3,6 +0,03 p.p.
2012 3,57 +0,19 p.p.
2011 3,38 −0,67 p.p.
2010 4,06 +0,51 p.p.
2009 3,55 +0,84 p.p.
2008 2,71 +0,15 p.p.
2007 2,56 −0,89 p.p.
2006 3,45 −1,11 p.p.
2005 4,55 −0,01 p.p.
2004 4,56 +0,1 p.p.
2003 4,46 +0,5 p.p.
2002 3,96 +0,11 p.p.
2001 3,85 +0,23 p.p.
2000 3,62 +0,36 p.p.
1999 3,26 −0,23 p.p.
1998 3,49 −0,91 p.p.
1997 4,4 −0,38 p.p.
1996 4,78 −1,51 p.p.
1995 6,29 +0,41 p.p.
1994 5,88 −0,74 p.p.
1993 6,61 +0,04 p.p.
1992 6,57 +0,83 p.p.
1991 5,75

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.