Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Svezia

Disoccupazione maschile in Svezia nel 2025 — 8,78%. È il 144º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 5,26 p.p..

2025 8,78% +0,47 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 144di 182
Massimo del periodo 10,97%1997
Minimo del periodo 3,51%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Svezia, 1991–202505101519911995199920032007201120152019202320251991: 3,51%1992: 6,73%1993: 10,87%1994: 10,89%1995: 9,84%1996: 10,43%1997: 10,97%1998: 9,75%1999: 8,29%2000: 5,89%2001: 5,03%2002: 5,28%2003: 6,05%2004: 7,16%2005: 7,88%2006: 6,9%2007: 5,89%2008: 5,94%2009: 8,66%2010: 8,69%2011: 7,84%2012: 8,22%2013: 8,2%2014: 8,19%2015: 7,56%2016: 7,36%2017: 6,97%2018: 6,48%2019: 6,72%2020: 8,3%2021: 8,51%2022: 6,99%2023: 7,38%2024: 8,31%2025: 8,78%
Variazione nel periodo: +5,26 p.p. Media annua: 0,15 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Svezia

Svezia 8,78%
Mondo 4,69%
Europa settentrionale calcolato 5,82%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Svezia, per anno Svezia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 8,78 +0,47 p.p.
2024 8,31 +0,92 p.p.
2023 7,38 +0,39 p.p.
2022 6,99 −1,52 p.p.
2021 8,51 +0,22 p.p.
2020 8,3 +1,57 p.p.
2019 6,72 +0,24 p.p.
2018 6,48 −0,49 p.p.
2017 6,97 −0,39 p.p.
2016 7,36 −0,21 p.p.
2015 7,56 −0,63 p.p.
2014 8,19 −0,01 p.p.
2013 8,2 −0,01 p.p.
2012 8,22 +0,37 p.p.
2011 7,84 −0,85 p.p.
2010 8,69 +0,03 p.p.
2009 8,66 +2,72 p.p.
2008 5,94 +0,05 p.p.
2007 5,89 −1,01 p.p.
2006 6,9 −0,99 p.p.
2005 7,88 +0,73 p.p.
2004 7,16 +1,1 p.p.
2003 6,05 +0,78 p.p.
2002 5,28 +0,24 p.p.
2001 5,03 −0,86 p.p.
2000 5,89 −2,39 p.p.
1999 8,29 −1,46 p.p.
1998 9,75 −1,22 p.p.
1997 10,97 +0,54 p.p.
1996 10,43 +0,6 p.p.
1995 9,84 −1,05 p.p.
1994 10,89 +0,02 p.p.
1993 10,87 +4,13 p.p.
1992 6,73 +3,22 p.p.
1991 3,51

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.