Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Regno Unito

Disoccupazione maschile nel Regno Unito nel 2025 — 5,06%. È il 99º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,38 p.p..

2025 5,06% +0,49 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 99di 182
Massimo del periodo 12,41%1993
Minimo del periodo 3,84%2019

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Regno Unito, 1991–202505101519911995199920032007201120152019202320251991: 9,44%1992: 11,62%1993: 12,41%1994: 11,46%1995: 10,12%1996: 9,7%1997: 8,11%1998: 6,89%1999: 6,79%2000: 6,14%2001: 5,19%2002: 5,61%2003: 5,43%2004: 4,94%2005: 5,29%2006: 5,83%2007: 5,66%2008: 6,22%2009: 8,67%2010: 8,79%2011: 8,82%2012: 8,81%2013: 8,27%2014: 6,69%2015: 5,71%2016: 5,04%2017: 4,62%2018: 4,22%2019: 3,84%2020: 4,76%2021: 5,08%2022: 3,91%2023: 4,34%2024: 4,57%2025: 5,06%
Variazione nel periodo: −4,38 p.p. Media annua: -0,13 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Regno Unito

Regno Unito 5,06%
Mondo 4,69%
Europa settentrionale calcolato 5,82%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Regno Unito, per anno Regno Unito Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,06 +0,49 p.p.
2024 4,57 +0,23 p.p.
2023 4,34 +0,42 p.p.
2022 3,91 −1,17 p.p.
2021 5,08 +0,32 p.p.
2020 4,76 +0,93 p.p.
2019 3,84 −0,38 p.p.
2018 4,22 −0,41 p.p.
2017 4,62 −0,42 p.p.
2016 5,04 −0,66 p.p.
2015 5,71 −0,99 p.p.
2014 6,69 −1,58 p.p.
2013 8,27 −0,54 p.p.
2012 8,81 −0,01 p.p.
2011 8,82 +0,03 p.p.
2010 8,79 +0,12 p.p.
2009 8,67 +2,45 p.p.
2008 6,22 +0,56 p.p.
2007 5,66 −0,17 p.p.
2006 5,83 +0,54 p.p.
2005 5,29 +0,36 p.p.
2004 4,94 −0,5 p.p.
2003 5,43 −0,18 p.p.
2002 5,61 +0,43 p.p.
2001 5,19 −0,96 p.p.
2000 6,14 −0,64 p.p.
1999 6,79 −0,11 p.p.
1998 6,89 −1,22 p.p.
1997 8,11 −1,59 p.p.
1996 9,7 −0,41 p.p.
1995 10,12 −1,34 p.p.
1994 11,46 −0,96 p.p.
1993 12,41 +0,8 p.p.
1992 11,62 +2,17 p.p.
1991 9,44

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.