Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Danimarca

Disoccupazione maschile in Danimarca nel 2025 — 5,36%. È il 105º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 2,94 p.p..

2025 5,36% +0,16 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 105di 182
Massimo del periodo 10,4%1993
Minimo del periodo 3,33%2006

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Danimarca, 1991–202505101519911995199920032007201120152019202320251991: 8,3%1992: 8,29%1993: 10,4%1994: 7,21%1995: 5,62%1996: 5,54%1997: 4,52%1998: 3,85%1999: 4,49%2000: 4,04%2001: 3,62%2002: 4,24%2003: 5,09%2004: 5%2005: 4,44%2006: 3,33%2007: 3,45%2008: 3,34%2009: 7,07%2010: 8,62%2011: 7,9%2012: 7,81%2013: 7,12%2014: 6,73%2015: 6,06%2016: 5,64%2017: 5,64%2018: 4,94%2019: 4,8%2020: 5,34%2021: 5%2022: 4,38%2023: 4,93%2024: 5,2%2025: 5,36%
Variazione nel periodo: −2,94 p.p. Media annua: -0,09 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Danimarca

Danimarca 5,36%
Mondo 4,69%
Europa settentrionale calcolato 5,82%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,31%
Disoccupazione maschile — Danimarca, per anno Danimarca Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 5,36 +0,16 p.p.
2024 5,2 +0,27 p.p.
2023 4,93 +0,55 p.p.
2022 4,38 −0,62 p.p.
2021 5 −0,34 p.p.
2020 5,34 +0,54 p.p.
2019 4,8 −0,15 p.p.
2018 4,94 −0,7 p.p.
2017 5,64 −0 p.p.
2016 5,64 −0,42 p.p.
2015 6,06 −0,68 p.p.
2014 6,73 −0,39 p.p.
2013 7,12 −0,68 p.p.
2012 7,81 −0,1 p.p.
2011 7,9 −0,72 p.p.
2010 8,62 +1,55 p.p.
2009 7,07 +3,73 p.p.
2008 3,34 −0,11 p.p.
2007 3,45 +0,12 p.p.
2006 3,33 −1,1 p.p.
2005 4,44 −0,56 p.p.
2004 5 −0,09 p.p.
2003 5,09 +0,86 p.p.
2002 4,24 +0,61 p.p.
2001 3,62 −0,42 p.p.
2000 4,04 −0,44 p.p.
1999 4,49 +0,63 p.p.
1998 3,85 −0,67 p.p.
1997 4,52 −1,02 p.p.
1996 5,54 −0,08 p.p.
1995 5,62 −1,6 p.p.
1994 7,21 −3,18 p.p.
1993 10,4 +2,11 p.p.
1992 8,29 −0,01 p.p.
1991 8,3

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.