Disoccupazione femminile — tutti i paesi

Disoccupazione femminile — Islanda

Disoccupazione femminile in Islanda nel 2025 — 3,35%. È il 44º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 0,46 p.p..

2025 3,35% +0,02 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 44di 182
Massimo del periodo 6,73%2010
Minimo del periodo 2,24%2001

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro femminile

Disoccupazione femminile — Islanda, 1991–20250246819911995199920032007201120152019202320251991: 2,89%1992: 4,9%1993: 5,6%1994: 5,54%1995: 4,9%1996: 3,45%1997: 3,82%1998: 3,8%1999: 2,79%2000: 2,62%2001: 2,24%2002: 2,65%2003: 3,97%2004: 2,75%2005: 2,49%2006: 3,06%2007: 2,27%2008: 2,58%2009: 5,68%2010: 6,73%2011: 6,21%2012: 5,66%2013: 5,08%2014: 4,79%2015: 4,05%2016: 3,05%2017: 2,72%2018: 2,54%2019: 3,11%2020: 5,29%2021: 6,36%2022: 3,39%2023: 3,1%2024: 3,33%2025: 3,35%
Variazione nel periodo: +0,46 p.p. Media annua: 0,01 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Islanda

Islanda 3,35%
Mondo 4,94%
Europa settentrionale calcolato 5,25%
Paesi ad alto reddito calcolato 4,72%
Disoccupazione femminile — Islanda, per anno Islanda Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 3,35 +0,02 p.p.
2024 3,33 +0,22 p.p.
2023 3,1 −0,28 p.p.
2022 3,39 −2,98 p.p.
2021 6,36 +1,07 p.p.
2020 5,29 +2,18 p.p.
2019 3,11 +0,58 p.p.
2018 2,54 −0,18 p.p.
2017 2,72 −0,33 p.p.
2016 3,05 −1,01 p.p.
2015 4,05 −0,73 p.p.
2014 4,79 −0,29 p.p.
2013 5,08 −0,59 p.p.
2012 5,66 −0,54 p.p.
2011 6,21 −0,53 p.p.
2010 6,73 +1,05 p.p.
2009 5,68 +3,1 p.p.
2008 2,58 +0,31 p.p.
2007 2,27 −0,79 p.p.
2006 3,06 +0,57 p.p.
2005 2,49 −0,26 p.p.
2004 2,75 −1,22 p.p.
2003 3,97 +1,32 p.p.
2002 2,65 +0,41 p.p.
2001 2,24 −0,38 p.p.
2000 2,62 −0,17 p.p.
1999 2,79 −1,02 p.p.
1998 3,8 −0,02 p.p.
1997 3,82 +0,37 p.p.
1996 3,45 −1,45 p.p.
1995 4,9 −0,64 p.p.
1994 5,54 −0,06 p.p.
1993 5,6 +0,7 p.p.
1992 4,9 +2,01 p.p.
1991 2,89

Sull'indicatore

Quota di disoccupate sulla forza lavoro femminile. Il divario con la disoccupazione maschile riflette sia la struttura della domanda di lavoro sia le barriere che le donne incontrano nell'accesso all'occupazione. In alcuni paesi l'indicatore sembra favorevole solo perché molte donne non fanno affatto parte della forza lavoro: leggilo insieme al tasso di attività femminile.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.