Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Perù

Disoccupazione maschile in Perù nel 2025 — 4,57%. È il 85º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,31 p.p..

2025 4,57% +0,13 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 85di 182
Massimo del periodo 7,33%2020
Minimo del periodo 2,84%2012

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Perù, 1991–2025246819911995199920032007201120152019202320251991: 4,89%1992: 5,04%1993: 4,74%1994: 4,41%1995: 4,65%1996: 4,88%1997: 4,7%1998: 5,07%1999: 4,97%2000: 4,92%2001: 5,03%2002: 4,78%2003: 4,22%2004: 4,28%2005: 4,74%2006: 3,61%2007: 3,65%2008: 3,54%2009: 3,77%2010: 3,13%2011: 3,19%2012: 2,84%2013: 3,26%2014: 3,05%2015: 3,21%2016: 3,55%2017: 3,51%2018: 3,17%2019: 3,08%2020: 7,33%2021: 4,72%2022: 3,5%2023: 4,15%2024: 4,44%2025: 4,57%
Variazione nel periodo: −0,31 p.p. Media annua: -0,01 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Perù

Perù 4,57%
Mondo 4,69%
America del Sud calcolato 5,28%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Perù, per anno Perù Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,57 +0,13 p.p.
2024 4,44 +0,29 p.p.
2023 4,15 +0,66 p.p.
2022 3,5 −1,22 p.p.
2021 4,72 −2,61 p.p.
2020 7,33 +4,25 p.p.
2019 3,08 −0,09 p.p.
2018 3,17 −0,34 p.p.
2017 3,51 −0,04 p.p.
2016 3,55 +0,34 p.p.
2015 3,21 +0,17 p.p.
2014 3,05 −0,21 p.p.
2013 3,26 +0,42 p.p.
2012 2,84 −0,35 p.p.
2011 3,19 +0,07 p.p.
2010 3,13 −0,64 p.p.
2009 3,77 +0,22 p.p.
2008 3,54 −0,11 p.p.
2007 3,65 +0,04 p.p.
2006 3,61 −1,13 p.p.
2005 4,74 +0,46 p.p.
2004 4,28 +0,07 p.p.
2003 4,22 −0,57 p.p.
2002 4,78 −0,25 p.p.
2001 5,03 +0,12 p.p.
2000 4,92 −0,06 p.p.
1999 4,97 −0,1 p.p.
1998 5,07 +0,37 p.p.
1997 4,7 −0,18 p.p.
1996 4,88 +0,24 p.p.
1995 4,65 +0,23 p.p.
1994 4,41 −0,33 p.p.
1993 4,74 −0,3 p.p.
1992 5,04 +0,15 p.p.
1991 4,89

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.