Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Brasile

Disoccupazione maschile in Brasile nel 2025 — 4,93%. È il 94º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,88 p.p..

2025 4,93% −0,67 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 94di 182
Massimo del periodo 11,8%2020
Minimo del periodo 4,93%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Brasile, 1991–2025468101219911995199920032007201120152019202320251991: 5,81%1992: 5,97%1993: 5,23%1994: 5,58%1995: 5,89%1996: 6,4%1997: 7,08%1998: 7,92%1999: 8,82%2000: 8,66%2001: 8,5%2002: 8,48%2003: 8,95%2004: 7,69%2005: 8%2006: 7,4%2007: 6,89%2008: 6,06%2009: 6,98%2010: 6,17%2011: 5,5%2012: 5,81%2013: 5,69%2014: 5,62%2015: 7,23%2016: 10,08%2017: 11,21%2018: 10,74%2019: 10,07%2020: 11,8%2021: 10,68%2022: 7,48%2023: 6,61%2024: 5,6%2025: 4,93%
Variazione nel periodo: −0,88 p.p. Media annua: -0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Brasile

Brasile 4,93%
Mondo 4,69%
America del Sud calcolato 5,28%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Brasile, per anno Brasile Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,93 −0,67 p.p.
2024 5,6 −1,01 p.p.
2023 6,61 −0,87 p.p.
2022 7,48 −3,2 p.p.
2021 10,68 −1,13 p.p.
2020 11,8 +1,73 p.p.
2019 10,07 −0,67 p.p.
2018 10,74 −0,47 p.p.
2017 11,21 +1,13 p.p.
2016 10,08 +2,85 p.p.
2015 7,23 +1,62 p.p.
2014 5,62 −0,07 p.p.
2013 5,69 −0,12 p.p.
2012 5,81 +0,32 p.p.
2011 5,5 −0,68 p.p.
2010 6,17 −0,8 p.p.
2009 6,98 +0,92 p.p.
2008 6,06 −0,83 p.p.
2007 6,89 −0,51 p.p.
2006 7,4 −0,61 p.p.
2005 8 +0,31 p.p.
2004 7,69 −1,26 p.p.
2003 8,95 +0,47 p.p.
2002 8,48 −0,02 p.p.
2001 8,5 −0,16 p.p.
2000 8,66 −0,16 p.p.
1999 8,82 +0,9 p.p.
1998 7,92 +0,84 p.p.
1997 7,08 +0,68 p.p.
1996 6,4 +0,51 p.p.
1995 5,89 +0,32 p.p.
1994 5,58 +0,35 p.p.
1993 5,23 −0,74 p.p.
1992 5,97 +0,16 p.p.
1991 5,81

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.