Disoccupazione maschile — tutti i paesi

Disoccupazione maschile — Argentina

Disoccupazione maschile in Argentina nel 2025 — 6,4%. È il 124º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 1,15 p.p..

2025 6,4% −0,18 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 124di 182
Massimo del periodo 20,12%2002
Minimo del periodo 5,24%1991

Andamento per anno

1991–2025 · % della forza lavoro maschile

Disoccupazione maschile — Argentina, 1991–2025010203019911995199920032007201120152019202320251991: 5,24%1992: 6,13%1993: 8,44%1994: 10,27%1995: 16,45%1996: 15,65%1997: 12,8%1998: 11,65%1999: 13,26%2000: 14,03%2001: 17,41%2002: 20,12%2003: 13,81%2004: 11,89%2005: 10,05%2006: 8,42%2007: 7,06%2008: 6,52%2009: 7,79%2010: 6,69%2011: 6,27%2012: 6,1%2013: 6,14%2014: 6,49%2015: 6,8%2016: 7,29%2017: 7,54%2018: 8,25%2019: 9,2%2020: 10,78%2021: 7,92%2022: 6,15%2023: 5,64%2024: 6,58%2025: 6,4%
Variazione nel periodo: +1,15 p.p. Media annua: 0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Argentina

Argentina 6,4%
Mondo 4,69%
America del Sud calcolato 5,28%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 5,39%
Disoccupazione maschile — Argentina, per anno Argentina Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 6,4 −0,18 p.p.
2024 6,58 +0,94 p.p.
2023 5,64 −0,5 p.p.
2022 6,15 −1,77 p.p.
2021 7,92 −2,86 p.p.
2020 10,78 +1,58 p.p.
2019 9,2 +0,96 p.p.
2018 8,25 +0,7 p.p.
2017 7,54 +0,25 p.p.
2016 7,29 +0,5 p.p.
2015 6,8 +0,3 p.p.
2014 6,49 +0,36 p.p.
2013 6,14 +0,04 p.p.
2012 6,1 −0,17 p.p.
2011 6,27 −0,42 p.p.
2010 6,69 −1,1 p.p.
2009 7,79 +1,27 p.p.
2008 6,52 −0,54 p.p.
2007 7,06 −1,36 p.p.
2006 8,42 −1,63 p.p.
2005 10,05 −1,84 p.p.
2004 11,89 −1,91 p.p.
2003 13,81 −6,32 p.p.
2002 20,12 +2,71 p.p.
2001 17,41 +3,38 p.p.
2000 14,03 +0,77 p.p.
1999 13,26 +1,61 p.p.
1998 11,65 −1,15 p.p.
1997 12,8 −2,84 p.p.
1996 15,65 −0,8 p.p.
1995 16,45 +6,19 p.p.
1994 10,27 +1,83 p.p.
1993 8,44 +2,31 p.p.
1992 6,13 +0,89 p.p.
1991 5,24

Sull'indicatore

Quota di disoccupati all'interno della forza lavoro maschile. Il divario tra i sessi si vede solo confrontando questa serie con quella femminile, e non è universale: nell'Europa meridionale e in America Latina la disoccupazione femminile è nettamente più alta, mentre in vari paesi dell'Europa orientale e dell'Africa lo è quella maschile, perché gli uomini lavorano in settori sensibili alle recessioni.

Importante: Il denominatore è la forza lavoro maschile, non l'intera popolazione maschile: chi non lavora e non cerca lavoro non ne fa parte.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.