Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Vietnam

Occupazione vulnerabile in Vietnam nel 2025 — 51,4%. È il 132º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 26,45 p.p..

2025 51,4% −0,47 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 132di 182
Massimo del periodo 77,84%1991
Minimo del periodo 51,4%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Vietnam, 1991–20255060708019911995199920032007201120152019202320251991: 77,84%1992: 77,4%1993: 76,8%1994: 76,06%1995: 75,67%1996: 75,13%1997: 73,98%1998: 71,33%1999: 74,18%2000: 73,71%2001: 71,18%2002: 71,57%2003: 70,11%2004: 66,37%2005: 65,83%2006: 65,3%2007: 64,78%2008: 63,17%2009: 61,62%2010: 62,73%2011: 62,44%2012: 62,54%2013: 62,65%2014: 62,25%2015: 57,76%2016: 55,92%2017: 55,12%2018: 53,91%2019: 53,23%2020: 53,13%2021: 53,15%2022: 52,8%2023: 52,34%2024: 51,86%2025: 51,4%
Variazione nel periodo: −26,45 p.p. Media annua: -0,78 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Vietnam

Vietnam 51,4%
Mondo 42,38%
Asia sudorientale calcolato 46,83%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Vietnam, per anno Vietnam Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 51,4 −0,47 p.p.
2024 51,86 −0,48 p.p.
2023 52,34 −0,46 p.p.
2022 52,8 −0,36 p.p.
2021 53,15 +0,02 p.p.
2020 53,13 −0,1 p.p.
2019 53,23 −0,68 p.p.
2018 53,91 −1,2 p.p.
2017 55,12 −0,81 p.p.
2016 55,92 −1,84 p.p.
2015 57,76 −4,49 p.p.
2014 62,25 −0,41 p.p.
2013 62,65 +0,12 p.p.
2012 62,54 +0,09 p.p.
2011 62,44 −0,29 p.p.
2010 62,73 +1,11 p.p.
2009 61,62 −1,55 p.p.
2008 63,17 −1,61 p.p.
2007 64,78 −0,52 p.p.
2006 65,3 −0,53 p.p.
2005 65,83 −0,54 p.p.
2004 66,37 −3,75 p.p.
2003 70,11 −1,45 p.p.
2002 71,57 +0,39 p.p.
2001 71,18 −2,53 p.p.
2000 73,71 −0,47 p.p.
1999 74,18 +2,84 p.p.
1998 71,33 −2,65 p.p.
1997 73,98 −1,15 p.p.
1996 75,13 −0,54 p.p.
1995 75,67 −0,39 p.p.
1994 76,06 −0,74 p.p.
1993 76,8 −0,6 p.p.
1992 77,4 −0,45 p.p.
1991 77,84

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.