Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Timor Est

Occupazione vulnerabile a Timor Est nel 2025 — 58,63%. È il 142º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 4,75 p.p..

2025 58,63% −0,17 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 142di 182
Massimo del periodo 63,38%1991
Minimo del periodo 57,04%2019

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Timor Est, 1991–2025565860626419911995199920032007201120152019202320251991: 63,38%1992: 63,02%1993: 62,61%1994: 62,41%1995: 62,19%1996: 61,94%1997: 61,74%1998: 61,92%1999: 61,69%2000: 61,32%2001: 60,96%2002: 60,79%2003: 60,85%2004: 60,98%2005: 60,97%2006: 61,01%2007: 60,93%2008: 60,63%2009: 60,31%2010: 59,98%2011: 59,44%2012: 59,07%2013: 58,52%2014: 58,36%2015: 58,03%2016: 57,78%2017: 57,89%2018: 57,93%2019: 57,04%2020: 57,63%2021: 57,18%2022: 57,32%2023: 58,8%2024: 58,8%2025: 58,63%
Variazione nel periodo: −4,75 p.p. Media annua: -0,14 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Timor Est

Timor Est 58,63%
Mondo 42,38%
Asia sudorientale calcolato 46,83%
Paesi a reddito medio-basso calcolato 62,75%
Occupazione vulnerabile — Timor Est, per anno Timor Est Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 58,63 −0,17 p.p.
2024 58,8 −0,01 p.p.
2023 58,8 +1,48 p.p.
2022 57,32 +0,14 p.p.
2021 57,18 −0,45 p.p.
2020 57,63 +0,59 p.p.
2019 57,04 −0,89 p.p.
2018 57,93 +0,04 p.p.
2017 57,89 +0,1 p.p.
2016 57,78 −0,24 p.p.
2015 58,03 −0,33 p.p.
2014 58,36 −0,17 p.p.
2013 58,52 −0,55 p.p.
2012 59,07 −0,36 p.p.
2011 59,44 −0,55 p.p.
2010 59,98 −0,33 p.p.
2009 60,31 −0,32 p.p.
2008 60,63 −0,3 p.p.
2007 60,93 −0,09 p.p.
2006 61,01 +0,05 p.p.
2005 60,97 −0,02 p.p.
2004 60,98 +0,13 p.p.
2003 60,85 +0,05 p.p.
2002 60,79 −0,17 p.p.
2001 60,96 −0,36 p.p.
2000 61,32 −0,37 p.p.
1999 61,69 −0,23 p.p.
1998 61,92 +0,18 p.p.
1997 61,74 −0,19 p.p.
1996 61,94 −0,25 p.p.
1995 62,19 −0,23 p.p.
1994 62,41 −0,2 p.p.
1993 62,61 −0,41 p.p.
1992 63,02 −0,36 p.p.
1991 63,38

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.