Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Indonesia

Occupazione vulnerabile in Indonesia nel 2025 — 49,96%. È il 130º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 16,85 p.p..

2025 49,96% −0,35 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 130di 182
Massimo del periodo 66,8%1991
Minimo del periodo 48,21%2015

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Indonesia, 1991–202545505560657019911995199920032007201120152019202320251991: 66,8%1992: 66,38%1993: 65,94%1994: 65,63%1995: 65,18%1996: 64,68%1997: 63,15%1998: 65,72%1999: 64,36%2000: 65,22%2001: 61,29%2002: 61,13%2003: 62,91%2004: 61,25%2005: 59,08%2006: 58,58%2007: 58,98%2008: 58,46%2009: 58,37%2010: 57,25%2011: 54,1%2012: 51,29%2013: 50,88%2014: 50,45%2015: 48,21%2016: 48,33%2017: 48,49%2018: 49,12%2019: 49,14%2020: 50,31%2021: 49,9%2022: 50,28%2023: 50,67%2024: 50,31%2025: 49,96%
Variazione nel periodo: −16,85 p.p. Media annua: -0,5 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Indonesia

Indonesia 49,96%
Mondo 42,38%
Asia sudorientale calcolato 46,83%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Indonesia, per anno Indonesia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 49,96 −0,35 p.p.
2024 50,31 −0,36 p.p.
2023 50,67 +0,39 p.p.
2022 50,28 +0,38 p.p.
2021 49,9 −0,41 p.p.
2020 50,31 +1,18 p.p.
2019 49,14 +0,02 p.p.
2018 49,12 +0,63 p.p.
2017 48,49 +0,16 p.p.
2016 48,33 +0,12 p.p.
2015 48,21 −2,24 p.p.
2014 50,45 −0,44 p.p.
2013 50,88 −0,4 p.p.
2012 51,29 −2,81 p.p.
2011 54,1 −3,15 p.p.
2010 57,25 −1,12 p.p.
2009 58,37 −0,09 p.p.
2008 58,46 −0,52 p.p.
2007 58,98 +0,4 p.p.
2006 58,58 −0,5 p.p.
2005 59,08 −2,17 p.p.
2004 61,25 −1,66 p.p.
2003 62,91 +1,78 p.p.
2002 61,13 −0,15 p.p.
2001 61,29 −3,93 p.p.
2000 65,22 +0,86 p.p.
1999 64,36 −1,36 p.p.
1998 65,72 +2,58 p.p.
1997 63,15 −1,53 p.p.
1996 64,68 −0,51 p.p.
1995 65,18 −0,45 p.p.
1994 65,63 −0,31 p.p.
1993 65,94 −0,44 p.p.
1992 66,38 −0,42 p.p.
1991 66,8

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.