Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Malesia

Occupazione vulnerabile in Malesia nel 2025 — 21,89%. È il 71º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 7,25 p.p..

2025 21,89% −0,13 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 71di 182
Massimo del periodo 29,13%1991
Minimo del periodo 21,89%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Malesia, 1991–202520222426283019911995199920032007201120152019202320251991: 29,13%1992: 28,74%1993: 28,33%1994: 27,91%1995: 27,5%1996: 27,11%1997: 26,75%1998: 26,59%1999: 26,51%2000: 26,21%2001: 26%2002: 25,77%2003: 25,51%2004: 25,23%2005: 24,93%2006: 24,62%2007: 24,28%2008: 23,97%2009: 23,88%2010: 23,76%2011: 23,63%2012: 23,55%2013: 23,43%2014: 23,27%2015: 23,11%2016: 22,93%2017: 22,74%2018: 22,57%2019: 22,39%2020: 22,55%2021: 22,36%2022: 22,25%2023: 22,15%2024: 22,02%2025: 21,89%
Variazione nel periodo: −7,25 p.p. Media annua: -0,21 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Malesia

Malesia 21,89%
Mondo 42,38%
Asia sudorientale calcolato 46,83%
Paesi a reddito medio-alto calcolato 33,77%
Occupazione vulnerabile — Malesia, per anno Malesia Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 21,89 −0,13 p.p.
2024 22,02 −0,13 p.p.
2023 22,15 −0,1 p.p.
2022 22,25 −0,12 p.p.
2021 22,36 −0,19 p.p.
2020 22,55 +0,16 p.p.
2019 22,39 −0,18 p.p.
2018 22,57 −0,17 p.p.
2017 22,74 −0,19 p.p.
2016 22,93 −0,18 p.p.
2015 23,11 −0,16 p.p.
2014 23,27 −0,16 p.p.
2013 23,43 −0,12 p.p.
2012 23,55 −0,08 p.p.
2011 23,63 −0,13 p.p.
2010 23,76 −0,12 p.p.
2009 23,88 −0,09 p.p.
2008 23,97 −0,31 p.p.
2007 24,28 −0,34 p.p.
2006 24,62 −0,31 p.p.
2005 24,93 −0,29 p.p.
2004 25,23 −0,29 p.p.
2003 25,51 −0,25 p.p.
2002 25,77 −0,23 p.p.
2001 26 −0,2 p.p.
2000 26,21 −0,3 p.p.
1999 26,51 −0,08 p.p.
1998 26,59 −0,16 p.p.
1997 26,75 −0,36 p.p.
1996 27,11 −0,39 p.p.
1995 27,5 −0,41 p.p.
1994 27,91 −0,42 p.p.
1993 28,33 −0,41 p.p.
1992 28,74 −0,39 p.p.
1991 29,13

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.