Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Brunei

Occupazione vulnerabile in Brunei nel 2025 — 4,48%. È il 12º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è calato del 0,31 p.p..

2025 4,48% −0,1 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 12di 182
Massimo del periodo 6,96%2020
Minimo del periodo 4,48%2022

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Brunei, 1991–2025456719911995199920032007201120152019202320251991: 4,78%1992: 4,82%1993: 4,96%1994: 5,09%1995: 5,12%1996: 5,09%1997: 5,03%1998: 5,21%1999: 5,1%2000: 4,86%2001: 4,95%2002: 4,9%2003: 4,77%2004: 4,67%2005: 4,61%2006: 4,57%2007: 4,66%2008: 4,71%2009: 5,04%2010: 5,11%2011: 5,06%2012: 5,12%2013: 5,23%2014: 5,27%2015: 5,59%2016: 5,86%2017: 6,09%2018: 4,8%2019: 6,27%2020: 6,96%2021: 5,4%2022: 4,48%2023: 4,69%2024: 4,58%2025: 4,48%
Variazione nel periodo: −0,31 p.p. Media annua: -0,01 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Brunei

Brunei 4,48%
Mondo 42,38%
Asia sudorientale calcolato 46,83%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Brunei, per anno Brunei Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 4,48 −0,1 p.p.
2024 4,58 −0,11 p.p.
2023 4,69 +0,21 p.p.
2022 4,48 −0,92 p.p.
2021 5,4 −1,57 p.p.
2020 6,96 +0,7 p.p.
2019 6,27 +1,46 p.p.
2018 4,8 −1,29 p.p.
2017 6,09 +0,23 p.p.
2016 5,86 +0,27 p.p.
2015 5,59 +0,32 p.p.
2014 5,27 +0,04 p.p.
2013 5,23 +0,12 p.p.
2012 5,12 +0,06 p.p.
2011 5,06 −0,06 p.p.
2010 5,11 +0,08 p.p.
2009 5,04 +0,32 p.p.
2008 4,71 +0,05 p.p.
2007 4,66 +0,09 p.p.
2006 4,57 −0,04 p.p.
2005 4,61 −0,06 p.p.
2004 4,67 −0,1 p.p.
2003 4,77 −0,14 p.p.
2002 4,9 −0,04 p.p.
2001 4,95 +0,08 p.p.
2000 4,86 −0,24 p.p.
1999 5,1 −0,11 p.p.
1998 5,21 +0,18 p.p.
1997 5,03 −0,06 p.p.
1996 5,09 −0,03 p.p.
1995 5,12 +0,03 p.p.
1994 5,09 +0,13 p.p.
1993 4,96 +0,14 p.p.
1992 4,82 +0,04 p.p.
1991 4,78

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.