Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Singapore

Occupazione vulnerabile a Singapore nel 2025 — 9,3%. È il 33º posto al mondo su 182. Dal 1991 l'indicatore è cresciuto del 1,19 p.p..

2025 9,3% −0,13 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo 33di 182
Massimo del periodo 10,28%2007
Minimo del periodo 6,55%1995

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Singapore, 1991–20256789101119911995199920032007201120152019202320251991: 8,11%1992: 7,68%1993: 7,65%1994: 7,87%1995: 6,55%1996: 9,05%1997: 8,21%1998: 9,3%1999: 9,52%2000: 9,79%2001: 10,2%2002: 9,94%2003: 9,71%2004: 10,15%2005: 10,09%2006: 10,01%2007: 10,28%2008: 9,98%2009: 9,84%2010: 9,18%2011: 9,59%2012: 9,28%2013: 8,66%2014: 9,28%2015: 8,27%2016: 8,52%2017: 8,73%2018: 8,89%2019: 9,17%2020: 9,68%2021: 9,71%2022: 9,19%2023: 9,07%2024: 9,43%2025: 9,3%
Variazione nel periodo: +1,19 p.p. Media annua: 0,03 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Singapore

Singapore 9,3%
Mondo 42,38%
Asia sudorientale calcolato 46,83%
Paesi ad alto reddito calcolato 7,92%
Occupazione vulnerabile — Singapore, per anno Singapore Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 9,3 −0,13 p.p.
2024 9,43 +0,36 p.p.
2023 9,07 −0,12 p.p.
2022 9,19 −0,52 p.p.
2021 9,71 +0,03 p.p.
2020 9,68 +0,52 p.p.
2019 9,17 +0,27 p.p.
2018 8,89 +0,17 p.p.
2017 8,73 +0,2 p.p.
2016 8,52 +0,25 p.p.
2015 8,27 −1,01 p.p.
2014 9,28 +0,63 p.p.
2013 8,66 −0,62 p.p.
2012 9,28 −0,31 p.p.
2011 9,59 +0,41 p.p.
2010 9,18 −0,66 p.p.
2009 9,84 −0,15 p.p.
2008 9,98 −0,29 p.p.
2007 10,28 +0,26 p.p.
2006 10,01 −0,08 p.p.
2005 10,09 −0,06 p.p.
2004 10,15 +0,43 p.p.
2003 9,71 −0,23 p.p.
2002 9,94 −0,25 p.p.
2001 10,2 +0,41 p.p.
2000 9,79 +0,27 p.p.
1999 9,52 +0,22 p.p.
1998 9,3 +1,08 p.p.
1997 8,21 −0,83 p.p.
1996 9,05 +2,5 p.p.
1995 6,55 −1,32 p.p.
1994 7,87 +0,22 p.p.
1993 7,65 −0,03 p.p.
1992 7,68 −0,43 p.p.
1991 8,11

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.