Occupazione vulnerabile — tutti i paesi

Occupazione vulnerabile — Asia sudorientale

Occupazione vulnerabile in Asia sudorientale nel 2025 — 46,83%. Dal 1991 l'indicatore è calato del 18,26 p.p..

2025 46,83% −0,33 p.p. vs 2024
Posizione nel mondo
Massimo del periodo 65,09%1991
Minimo del periodo 46,83%2025

Andamento per anno

1991–2025 · % degli occupati

Occupazione vulnerabile — Asia sudorientale, 1991–202545505560657019911995199920032007201120152019202320251991: 65,09%1992: 64,67%1993: 63,91%1994: 63,56%1995: 62,93%1996: 62,3%1997: 61,38%1998: 62,05%1999: 61,62%2000: 61,67%2001: 59,2%2002: 59,1%2003: 59,3%2004: 57,22%2005: 56,38%2006: 55,97%2007: 56,09%2008: 55,36%2009: 54,63%2010: 54,1%2011: 52,97%2012: 51,6%2013: 51,08%2014: 50,14%2015: 48,1%2016: 47,61%2017: 47,33%2018: 47,22%2019: 47,01%2020: 47,87%2021: 47,67%2022: 47,64%2023: 47,65%2024: 47,16%2025: 46,83%
Variazione nel periodo: −18,26 p.p. Media annua: -0,54 p.p.

Confronto, 2025

Come si colloca il valore rispetto al mondo e ai gruppi di cui fa parte questo territorio: Asia sudorientale

Asia sudorientale 46,83%
Mondo 42,38%
Occupazione vulnerabile — Asia sudorientale, per anno Asia sudorientale Tutti i paesi CSV XLSX
Anno % Variazione, p.p.
2025 46,83 −0,33 p.p.
2024 47,16 −0,5 p.p.
2023 47,65 +0,01 p.p.
2022 47,64 −0,03 p.p.
2021 47,67 −0,2 p.p.
2020 47,87 +0,85 p.p.
2019 47,01 −0,21 p.p.
2018 47,22 −0,1 p.p.
2017 47,33 −0,29 p.p.
2016 47,61 −0,49 p.p.
2015 48,1 −2,04 p.p.
2014 50,14 −0,94 p.p.
2013 51,08 −0,52 p.p.
2012 51,6 −1,37 p.p.
2011 52,97 −1,13 p.p.
2010 54,1 −0,52 p.p.
2009 54,63 −0,74 p.p.
2008 55,36 −0,72 p.p.
2007 56,09 +0,12 p.p.
2006 55,97 −0,41 p.p.
2005 56,38 −0,84 p.p.
2004 57,22 −2,08 p.p.
2003 59,3 +0,2 p.p.
2002 59,1 −0,1 p.p.
2001 59,2 −2,47 p.p.
2000 61,67 +0,05 p.p.
1999 61,62 −0,42 p.p.
1998 62,05 +0,66 p.p.
1997 61,38 −0,91 p.p.
1996 62,3 −0,63 p.p.
1995 62,93 −0,63 p.p.
1994 63,56 −0,35 p.p.
1993 63,91 −0,76 p.p.
1992 64,67 −0,42 p.p.
1991 65,09

Sull'indicatore

Quota dei lavoratori in proprio e dei coadiuvanti familiari non retribuiti sull'occupazione totale. L'OIL ha creato questa categoria come sostituto dell'indicatore di occupazione informale là dove l'informalità non si misura: questi lavoratori di norma non hanno contratto di lavoro, né previdenza sociale, né tutela contro il licenziamento, e il loro reddito dipende direttamente da quanto producono. Nei paesi più poveri questa quota supera i tre quarti degli occupati: il lavoro dipendente è lì piuttosto l'eccezione.

Importante: Non coincide con l'occupazione informale: un dipendente senza contratto non rientra in questa categoria, pur non essendo protetto meglio. L'indicatore sottostima l'informalità nei paesi in cui il lavoro nero è diffuso.

Fonte: ILOSTAT (OIL), licenza CC BY 4.0.